L'Allenatore: 05 2011

Il gioco del calcio è classificato come sport di situazione e questo condiziona tutte le procedure metodologiche indirizzate alla formazione tecnica.
Formazione tecnica collegata costantemente in ambito tattico ovvero in costante integrazione con la sfera cognitiva del giovane calciatore.
Il gesto tecnico è lo strumento operativo per risolvere i problemi di gioco che possono essere identificati per esempio nell’ ”addomesticare” un pallone che ha avuto un rimbalzo a terra imprevisto, dal “dosare” un passaggio in profondità sulla corsa di un compagno particolarmente veloce, oppure decidere in pochissimo tempo se calciare in porta o tentare un dribbling.
E’ la situazione che giustifica il comportamento tecnico e quindi condiziona la scelta operativa e il tipo di esecuzione. Solo grandissimi fuoriclasse sono riusciti con la loro maestria tecnica a influenzare la situazione e a modificarla con la propria azione tecnica.
La formazione tecnica non può prescindere da quella tattica e viceversa; in ogni atto di gioco, il calciatore esegue (tecnica) solo dopo aver elaborato più o meno velocemente una risposta su come risolvere problemi legati alla situazione di gioco (atto tattico).
La formazione tattica è un processo integrato che nasce dal gioco stesso e rappresenta, nella genesi della evoluzione calcistica, un costante riferimento didattico. Laddove esiste un’attività cosciente, una sistematica attività di elaborazione e di risposta a stimoli ambientali, dobbiamo parlare di tattica. L’automatizzazione di certi gesti (abilità tecniche) sposta su piani elaborativi più complessi il comportamento del calciatore, impegnato adesso a raccordare le proprie azioni con quelle dei compagni, in fasi di gioco dove diventa sempre più indispensabile la presenza dell’avversario.
I piani didattici elaborati per la formazione tattica devono contenere attività che sono in linea e in stretto rapporto con :
- l’età del calciatore;
- le sue qualità tecnico/tattiche;
- il suo grado di maturazione psico-fisica;
- le motivazioni.
Abbiamo pensato di codificare e assemblare la tipologia di esercitazioni atte a conseguire una crescita di quelle che noi consideriamo “scelte operative efficaci” o “azioni efficaci” in quattro contenitori:
- situazioni semplici;
- situazioni standard;
- situazioni funzionali;
- situazioni strutturate o di gara.
Situazioni semplici, ovvero tutte quelle attività, dove in spazi ridotti il giovane calciatore applica le sue conoscenze tecniche in regime di gioco, con la presenza di compagni e avversari, senza nessun vincolo comportamentale imposto dall’allenatore; sovente si utilizzano situazioni in sovrannumero o sottonumero per facilitare il comportamento tecnico-tattico. In situazioni individuali e collettive i calciatori sviluppano il bagaglio di opzioni operative, risolvendo in forma autonoma i problemi del gioco. Si favorisce così l’ampliamento di quelle che vengono chiamate capacità tattiche.
Situazioni standard, ovvero tutte quelle attività che sottintendono alla capacità di apprendere schemi di movimento “tipo”, stereotipi comportamentali base che fungeranno da segnale di riconoscimento ogniqualvolta in gara si individueranno determinati segnali. Mi riferisco in particolar modo ad esercitazioni cosiddette a secco, senza la presenza di avversari attivi, dove l’accento viene posto sulle modalità di apprendimento di certi movimenti p.e. sovrapposizioni, movimenti a scalare, diagonali, gioco a muro , incroci ecc.
Situazioni funzionali, cioè l’applicazione di determinate situazioni standard in regime di gioco, dove l’influenza attiva dell’avversario/i determina l’apprendimento di comportamenti flessibili e funzionali. Possiamo classificare questi mezzi d’allenamento come software altamente sofisticati in grado di generare risposte efficaci alle richieste della gara. Verranno in questo modo acquisiti pattern comportamentali, con una qualità di riconoscimento che con l’esperienza diverrà sempre più efficace.
Situazioni strutturate o di gara, che rappresentano ambiti di gioco di gara o simili. Partite a tema o con variazione di regole che rilevano il tipo di comportamento che si vuole fare apprendere. Il comportamento collettivo, in relazione all’obiettivo tattico, viene attraverso queste attività reiterato e reso funzionale alle dinamiche del gioco (fase di possesso e di non possesso). In relazione al tipo di comportamento ricercato verranno modificate le variabili quantitative e qualitative presenti nel gioco: p.e. spazio, numero di giocatori, tempo di gioco, numero di tocchi, zone neutre, giocatori jolly ecc.
La capacità di gioco individuale e collettiva ha il suo codice genetico nella capacità di saper gestire in maniera funzionale il proprio comportamento tecnico. L’azione tecnica rappresenta un divenire in stretta simbiosi con l’evolversi della situazione, deve quindi adattarsi, trasformarsi e coniugarsi on –line con il gioco.
Le situazioni sopradescritte rappresentano un momento inprenscindibile per costruire capacità di gioco altamente qualificate. La loro distribuzione nella formazione calcistica ha un decorso pluriennale che possiamo sintetizzare aderente alle fasce di età nell’attività calcistica giovanile.
Una analisi quantitava, riferibile al decorso delle attività, orientate a favorire la formazione tattica nel corso delle varie fasce d’età, può essere così concepita: (vedi tabella).
Il carico d’allenamento orientato alla formazione tattica individuale e collettiva, rappresenta una quota complessiva rilevante nella formazione del giovane calciatore. Tale quota va concepita in stretto collegamento con la parte tecnica, che assume sempre maggior significatività come strumento per risolvere problemi tattici.
Come chiaramente viene espresso nella tabella, la componente mirata a costruire comportamenti adeguati al gioco in forme di attività semplici e non rigidamente controllate assume rilevanza nelle categorie di avviamento (40% e 30%).
La strutturazione di comportamenti più specifici, verrà realizzata quando le esigenze di prestazione abbinate a una maggiore maturità psicofisica richiederanno una più spiccata specializzazione e maggiori capacità di attenzione da parte del giovane calciatore.
sit. semplici | sit. standard | sit. funzionali | sit. strutturate | |
| pulcini | 40% | 10% | 20% | 30% |
| esordienti | 30% | 15% | 25% | 30% |
| giovanissimi | 20% | 20% | 30% | 30% |
| allievi | 10% | 25% | 30% | 35% |
