l'allenatore

Attualità 

Parigi: XXXIII Simposio U.E.F.T.

di Roberto Clagluna*

Dal 2 al 6 novembre 2002 si tenuto a Parigi il 23° Simposio dell’Unione Europea degli Allenatori Calcio. I lavori del congresso sono stati seguiti da un largo pubblico di allenatori provenienti da ben 60 nazioni, in rappresentanza di tutti i continenti. L’UEFT organizza questi convegni annuali come base di aggiornamento per gli allenatori e, nel contempo, come forum internazionale dove sperimentare, suggerire, esternare opinioni, visioni ed idee che possono così essere scambiate ed esplorate in dettaglio.
La delegazione italiana era composta dal sottoscritto, in veste di membro del Comitato Esecutivo, dal Segretario dell’AIAC Giuliano Ragonesi e da Francesco Ingenito in qualità di interprete.

Il programma dei lavori è stato vario e gli argomenti trattati sono risultati di notevole interesse. Al centro dell’attenzione, naturalmente, la figura dell’allenatore con le relative problematiche riguardanti la sua formazione, la sua migliore utilizzazione nell’evoluzione del gioco del calcio e, chiaramente, la sua protezione. Per il football di alto livello si sono espressi Lacombe e Perrin , rispettivamente tecnico dello Sachaux e dell’Olympique Marsiglia, che hanno analizzato i valori tecnici, tattici e psicologici di una squadra, sottolineando l’interdipendenza tra rendimento individuale e rendimento collettivo, nonché la necessità di operare intensamente sul singolo per adattarlo alle esigenze della squadra.
Altro argomento principe del congresso è stato l’analisi della recente edizione della Coppa del Mondo. A tale proposito il nuovo selezionatore della nazionale francese, Jaques Santini, dopo aver messo in risalto l’importanza del rispetto che l’allenatore deve dimostrare verso il lavoro che svolge, verso il gioco, verso l’avversario e nei confronti dei colleghi, ha evidenziato le ragioni per cui squadre favorite come la Francia, l’Argentina e l’Italia siano state inaspettatamente eliminate dalla fase finale della competizione.
Secondo il C.T. molti fra i loro giocatori più rappresentativi hanno dovuto sopportare numerosi impegni con le rispettive squadre di club, senza poter così recuperare, nel breve tempo a disposizione prima dell’inizio del Mondiale, le energie psicofisiche perdute.
Anche Andy Roxburgh, direttore tecnico della UEFA, ha messo l’accento sulle sorprese del Mondiale, aggiungendo Portogallo e Svezia alla liste di quelle negative e citando, invece, la Turchia, la Corea del Sud, il Senegal, gli Usa ed il Giappone tra quelle positive.
Nell’analizzare la performance del Brasile, il tecnico scozzese ha voluto sottolioneare i sei elementi che ne hanno determinato il successo: il talento dei giocatori, la qualità del possesso di palla, l’imprevedibilità, la velocità del gioco, lo spirito di gruppo e l’allegria di giocare, nonché la convinzione nei propri mezzi.
Un altro interessante aspetto dei verde-oro è scaturito anche dal curioso rilievo statistico secondo cui il Brasile non ha mai segnato gol di testa, al contrario dell’altra finalista, la Germania, che ha sfruttato questo tipo di giocata nel realizzare la metà dei suoi gol. Chiara la propensione carioca a tenere la palla a terra, prerogativa questa delle squadre particolarmente dotate sul piano tecnico.Altri dati emersi dal mondiale indicano che la squadra che ha segnato per prima ha poi, nel 67% dei casi, vinto (nel 20% dei casi ha pareggiato), che i gol dalla lunga distanza sono stati solo il 7% del totale delle reti realizzate e che il sistema di gioco più praticato è stato il 4-4-2 (60% delle squadre).A dimostrazione dell’incidenza sul risultato dei giocatori di qualità è stato infine rilevato che il 20% dei gol è stato realizzato con giocate individuali, comprese le punizioni.

Un altro importante argomento è stato quello relativo all’istruzione dei giovani talenti europei, che rappresenta uno dei compiti istituzionali della UEFT. Da diversi anni la Federazione francese si è posta il medesimo obiettivo studiando un progetto da realizzare nel tempo, tendente a seguire i giovani che dimostrino particolari doti calcistiche. A tal fine, sono stati costituiti vari centri di formazione all’interno dei quali operano istruttori particolarmente qualificati al servizio di giovani elementi selezionati per le loro qualità tecniche ed intellettive. Uno di questi centri, universalmente riconosciuto tra i più efficienti, è quello di Clearefontaine. Jan Pierre Morlans, coordinatore di tutti questi centri federali, ne ha illustrato la programmazione, sia a livello organizzativo che tecnico, ed ha quindi esposto gli obiettivi delle esercitazioni che, illustrate nei dettagli, sono state seguite con particolare interesse dai presenti e delle quali riportiamo più avanti alcuni esempi significativi.
A conclusione dei lavori del congresso, dopo altri interessanti interventi del presidente della Federazione francese Claude Simonet e degli ex commissari tecnici Michel Hidalgo e Aime Jaquet, si è tenuta una tavola rotonda sul tema “Cosa può fare l’allenatore per partecipare all’evoluzione del football sia a livello tecnico che politico?”. Dai numerosi interventi, fra cui quello del sottoscritto, sono emerse le reali situazioni esistenti nei vari paesi del mondo. Con nostra grande soddisfazione, è stato auspicato, in chiusura, che ogni in Paese possa verificarsi quello che già avviene in Italia e cioè che gli allenatori possano far parte del governo del calcio per poter così meglio esternare le proprie opinioni a vantaggio di tutto il movimento.


Apprendimento della tattica e della tecnica individuale


Obiettivi:

a) -tecnica di base con esercitazioni fine a se stesse, cioè a secco;si privilegerà la qualità dell’esecuzione del gesto attraverso il massimo delle ripetizioni;
b) -tattica individuale con esercitazioni finalizzate alla risoluzione di problemi in presenza di avversari, sia in situazione offensiva che difensiva;
c) -tattica collettiva con giochi a tema finalizzati alla sensibilizzazione del giocatore riguardo il suo posizionamento all’interno della squadra, in funzione sia della situazione, sia della posizione della palla che dei compagni ed avversari.

Esercitazioni

1) Apprendimento della tattica individuale
Tempo di effettuazione 20’; finalizzare l’azione d’attacco con tiro in porta anche all’interno dell’area di rigore o superando l’avversario in dribbling o con l’aiuto dei compagni. “3 contro 3, su una superficie di 35X40 m. più un portiere. Ogni azione di gioco durerà al massimo 30’’. Al via l’allenatore-educatore passa la palla all’interno dell’area e i due giocatori attaccanti possono usare l’allenatore per realizzare la superiorità numerica. Al termine di 30’’ gli attaccanti diventano difensori e viceversa.


2) Apprendimento della tattica collettiva
Tempo di effettuazione 20’; finalizzare in modo che la squadra occupi bene le zone di gioco. Saranno schierate due squadre di nove elementi ciascuna ed il terreno di gioco sarà costituito da una metà campo. Si disputerà una partitella in cui la regola è che una rete viene convalidata se, al momento della realizzazione, almeno sette giocatori della squadra che ha segnato (cioè tutti meno il portiere e un altro) si trovano oltre la linea mediana del terreno di gioco così realizzato. I giocatori avanzeranno restando comunque ciascuno all’interno della propria “zona di assegnazione”.

3) Apprendimento della tecnica
Tempo di effettuazione 20’; si effettueranno dei passaggi in corsa con controllo della palla. Varie coppie si muoveranno all’interno di un quadrato di 20X20 m., un pallone ogni due giocatori, passandosi la palla ed evitando sia le altre coppie che i loro palloni. Almeno un quarto del tempo di giuoco deve essere riservato all’uso del piede più debole.

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*Membro del Comitato Esecutivo U.E.F.T.