L'Allenatore: 05 2011

S e la sla continua a rappresentare un interrogativo per quanto riguarda le cause scatenanti la sindrome, prendono corpo iniziative tendenti ad incrementare la ricerca. In quest’ottica si inserisce il progetto Cavrea (Centro di Assistenza Valutazione Clinica e Ricerca) nato grazie all’iniziativa del professor Giorgio Galanti, direttore della Scuola di Specializzazione di Medicina dello Sport e la Regione Toscana. Il progetto vede l’adesione anche del dottor Lorenzo Liverani, del Dipartimento interaziendale della rete della Medicina dello sport dell’Area Vasta Centro, del dottor Francesco Bellomo, direttore danitario asl 4 di Prato e, in rappresentanza del mondo dello sport, Renzo Ulivieri (Presidente dell’aiac) e Massimo Masini, ex-giocatore e allenatore di basket.
Questo in sintesi il testo del progetto approvato dalla Regione Toscana nel novembre del 2009 ed entrato adesso nella sua fase operativa:
Analisi del bisogno
I dati numerici di atleti, per quanto riguarda il settore professionistico e dilettantistico riferito alla annata 2007, sono stati forniti dal Coni e riguardano 3.431.851 atleti.
Dai dati forniti dalla Federazione Italiana Gioco Calcio si evince che il numero dei tesserati che si dedicano alla pratica sportiva agonistica continuativa per almeno cinque anni consecutivi sono:
Lega Dilettanti 51.000
Lega ABC 2.050
Calcio a Cinque 3.820
Calcio femminile 530
Totale 57.400
Si può quindi facilmente desumere che in un periodo di circa cinque anni circa 500.000 atleti appartenenti a varie discipline sportive sospenderanno l’attività agonistica.
Proposta operativa
Lo scopo principale sarà quello di offrire un servizio di assistenza attraverso il Servizio Sanitario Nazionale a tutti quegli ex-atleti che presentano, in relazione alla loro pregressa attività sportiva, patologie invalidanti o che impediscono la normale vita di lavoro e di relazione. Questi servizi verranno erogati dalla struttura complessa di Medicina dello sport e dell’esercizio dell’Azienda ospedaliera universitaria di Careggi, inizialmente a livello regionale poi a livello nazionale.
Sarà quindi possibile attuare una monitorizzazione di soggetti che hanno effettuato pratica continuativa agonistica dopo l’abbandono dell’attività sportiva per potere studiare la storia naturale post hoc dell’atleta.
Sarà altresì possibile mettere quindi in evidenza eventuali modificazioni a carico di diversi apparati, impegnati nell’attività sportiva agonistica, con valutazioni generali cardiovascolari, metaboliche, ortopediche e psicologiche. Questo approccio permetterà di capire se la pratica sportiva agonistica possa modificare o meno i processi naturali dell’invecchiamento.
In caso di necessità particolari, saranno trovate le opportune soluzioni ai bisogni attraverso il ssn e con il supporto delle Federazioni sportive.
Scopo secondario
Questo secondo aspetto tenderà a comprendere se il mantenimento della condizione fisica e quindi dello stato di salute sia di per sé geneticamente determinato o modificabile nel tempo una volta cambiate le abitudini e lo stile di vita del soggetto.
Strumenti e Metodi
Le funzioni da sviluppare, attraverso il ssn, saranno l’assistenza clinico-internistica e traumatologica in ex-atleti e offrire un servizio di assistenza a tutti quegli ex-atleti che presentano, in relazione alla loro pregressa attività sportiva, patologie invalidanti e che impediscono la normale vita di lavoro e di relazione.
Questi servizi verranno erogati dalla struttura di Medicina dello sport e dell’esercizio dell’Azienda ospedaliera universitaria di Careggi, inizialmente a livello regionale poi a livello nazionale.
Valutazione e ricerca cardiometabolica di ex-atleti
La monitorizzazione degli ex-atleti permetterà di valutare e comprendere se eventuali manifestazioni di patologia che si possono evidenziare nel tempo abbiano una relazione con pratiche non ortodosse.
Si tratterebbe del primo studio prospettico controllato di coorte a cinque anni di due gruppi di ex-atleti confrontati tra loro per l’incidenza di malattie cardiovascolari.
Studio dello stress ossidativo
Durante l’esercizio fisico, così come in altre situazioni fisiopatologiche, si assiste ad uno sbilanciamento tra produzione di ros (specie reattive dell’ossigeno) e antiossidanti: si verifica quindi stress ossidativo. Occorre quindi un intervento nutrizionale e si devono preventivamente effettuare:
a) una valutazione dello stato nutrizionale e della composizione corporea, attraverso la rilevazione dei valori antropometrici (peso, altezza, imc, pliche, circonferenze);
b) una adeguata anamnesi alimentare, attraverso l’uso dell’atlante delle porzioni degli alimenti.
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Professor Galanti, il suo progetto guarderà più al futuro che non al passato sanitario dell’atleta. Un notevole ampliamento del settore d’indagine. Il motivo è che noi non conosciamo la storia naturale dell’atleta; storia naturale che significa monitorare il soggetto da quando ha interrotto l’attività agonistica e cogliere cosi eventuali modificazioni della condizione di salute. Un numero stimato di 500.000 persone fa supporre un grosso sforzo organizzativo. Come ha raggiunto l’accordo operativo con la regione Toscana? L’accordo è stato possibile perché questi soggetti presentato segni e sintomi che possono essere ascrivibili a malattie e come tali sono materia del Sistema Sanitario Regionale e quindi pubblico. L’Aiac riserverà al progetto un ampio spazio informativo, ma come pensa sarà possibile informare un così vasto numero di persone, molte delle quali ormai fuori dalle organizzazioni sportive? A fianco del centro, situato presso la struttura dell’ospedale fiorentino di Careggi, nascerà una Onlus che si occuperà di reperire le istanze e fornire tutte le informazioni necessarie. |
