l'allenatore

Notizie dalla segreteria A.I.A.C. 

Le nostre Assemblee



Le nostre Assemblee

Dopo i vari rinvii, tra cui quello dovuto all’attesa dell’approvazione del nuovo Stato della F.I.G.C., si sono finalmente svolte le nostre assemblee, compresa quella che ha portato all’elezione di Renzo Ulivieri a Presidente dell’AIAC. Quello che segue, pur nella necessaria sintesi, è il resoconto di quanto è accaduto l’8 Dicembre, Assemblea degli Allenatori Professionisti, il 9 Dicembre, Assemblea degli Allenatori Dilettanti e il 13 Dicembre, Assemblea Generale elettiva.


L’Assemblea degli Allenatori Professionisti

Ordine del giorno:
- relazione del presidente uscente Vicini,
- designazione del candidato alla presidenza;
- elezione dei 6 Consiglieri Nazionali professionisti;
- elezione del vicepresidente dei professionisti;
- elezione dei delegati Professionisti per l’Assemblea Generale elettiva.


L’intervento di Vicini
Pur riservandosi di esporre una più particolareggiata relazione in occasione dell’Assemblea Generale elettiva del 13 Dicembre, il presidente uscente ha espresso la propria soddisfazione per la numerosa presenza di partecipanti, a riprova dell’importanza del momento dell’Associazione, ma ha anche voluto sottolinerae come si sia arrivati all’appuntamento elettivo del nuovo presidente sia in ritardo (quasi due anni), sia con un dibattito interno che si è andato accendendo proprio con l’avvicinarsi della scadenza elettorale: “Lasciando la carica vedo un’associazione che presenta divisioni al suo interno e questo rappresenta per me una fonte di rammarico.Abbiamo comunque ottenuto molte e grandi conquiste in questi dieci anni. Certamente si doveva fare di più, ma onestamente ritengo che quello che abbiamo ottenuto rappresenti quasi il massimo delle nostre aspettative alla luce delle situazioni che ci siamo trovati via via davanti. Le situazioni sono sempre in evoluzione ed il futuro della figura dell’allenatore passa attraverso la soluzione del problema rappresentato dalla scarsa possibilità sul mercato di essere tesserati da una società rispetto al numero dei tecnici abilitai. E’ un problema questo che dovrà essere affrontato dal nuovo Consiglio Direttivo”. Al termine dell’intervento Vicini ha comunicato all’Assemblea che Franco Ferrari, docente presso la Scuola Allenatori di Coverciano, nel corso dell’ultimo Simposio della UEFT svoltosi a Lisbona, è stato eletto membro del Comitato Esecutivo in rappresentanza dell’AIAC.
All’intervento di Vicini ha fatto seguito quello di Dino Dolci, vicepresidente uscente, il quale, nel presentare la sua candidatura alla carica di presidente, ha illustrato il suo personale programma di cui questa è una sintesi:”Da tre anni ho cominciato ad intuire che l’AIAC avrebbe dovuto operare una svolta all’indomani del suo ingresso nel Consiglio federale della FIGC. Doveva essere quella un’occasione per verificare se potevamo o meno sostenere un nuovo ruolo: rappresentare tutti gli allenatori italiani e non solo quelli associati. Ebbene quello che ho notato, nel proseguo del tempo, è che c’è stato un calo di interesse da parte dei tecnici verso l’Associazione che, oggi, di fatto rappresenta solo circa il 20% ti tutti tecnici abilitati. Quindi il nostro obiettivo deve essere quello di poter rappresentare gli oltre 56.000 allenatori italiani e per far ciò non basta migliorare l’AIAC, la si deve cambiare, tenendo conto del fatto che se privilegeremo l’aspetto sindacale rischiamo di perdere la base, se invece privilegiamo l’aspetto politico-governativo perdiamo in iniziativa nel nostro rappresentare gli allenatori. Gli obiettivi sindacali sono oggi diversi in quanto è mutato il quadro della situazione: viene rimessa in discussione la Legge 91, che è la nostra garanzia dal punto di vista professionale,vengono unilateralmente disdetti gli accordi collettivi che, a suo tempo, eravamo riusciti a formalizzare con le varie controparti, non vengono onorati contratti stipulati dalle Società ed il ruolo dell’allenatore va in crisi in quanto pesantemente condizionato da interessi extra sportivi e da nuove figure professionali che tendono a togliere spazi decisionali al tecnico.
Per quanto riguarda i cambiamenti da apportare all’Associazione occorre innanzi tutto monitorare i bisogni degli allenatori per poter fornire loro più servizi. Essere sindacato e governare non è un’azione facile da coordinarsi ma può dare vantaggi in quanto permettere di rendere operativi obiettivi sindacali. Occorre poter svolgere una politica che non vada contro gli interessi del calcio ma che anzi rafforzi il sistema.La generale sfavorevole situazione economica ha mandato in crisi il sistema e, di conseguenza, anche le nostre proposte operative. Pur continuando ad operare in sintonia con le altre componenti, dobbiamo assumere e rivendicare una nostra posizione centrale all’interno del sistema stesso in quanto siamo noi i portatori della cultura calcistica: insegniamo calcio e possiamo insegnare anche l’etica, la morale relative a queste sport che vanno assolutamente recuperate e rinforzate. Dobbiamo anche cambiare il m odo di comunicare con gli allenatori dando più contenuti.Per fare questo occorrerà ricercare nuove forme di autofinanziamento per poter raggiungere più facilmente i nostri traguardi. La squadra che presento, insiema alla mia candidatura., è la seguente: vicepresidente Carolina Morace, membri del Consiglio Direttivo, Cavasin, Glerean, Camolese, De Canio, Toldo, Fiorin e Beretta.

Ha preso poi la parola Alberico Marchesi, per presentare la propria candidatura alla presidenza ed esponendo il proprio programma, di cui questa è una sintesi:
“Non mi sento un “intruso” tra i Professionisti. Non sono spinto a candidarmi da una personale ambizione ma perché credo che sia un bene, da un punto di vista democratico, che vi siano più candidature. I termini “professionista” e “dilettante” esprimono solo due categorie tecniche, non politiche, nel senso che anche un tecnico dilettante può presentare un programma politico. Ho una esperienza pregressa all’interno dell’Associazione per aver ricoperto, negli ultimi 14 anni,alcune cariche associative.Per questo non mi sento un estraneo. Ho le mie idee personali circa le divisioni presenti all’interno dell’AIAC, ma voglio fare notare come la mia candidatura sia sorta circa un anno fa, all’indomani della candidatura di Ulivieri e del ritiro della candidatura da parte di Galgani. Lo stesso Dolci, in quel momento, stava ancora verificando il proprio programma e quindi, all’epoca, la mia candidature era la sola che si “opponesse” democraticamente a quella di Ulivieri.Nel 2001 abbiamo assunto un nuovo ruolo federale, ma da quella data siamo rimasti come bloccati a causa del non rispetto delle regole da parte di alcune componenti del mondo calcistico.Dobbiamo quindi ribadire tale rispetto e rimpossessarci degli spazi che altre figure ci hanno tolto e ci vorrebbero continuare a togliere.Abbiamo bisogno di un presidente a tempo pioeno che possa concedere all’attività dell’Associazione tutto il suo tempo. Dobbiamo anche poter fornire un servizo di consulenza, anche legale, ai nostri associati senza dover più dipendere dalla buona disponibilità della Segreteria. Fondo di garanzia e situazione previdenziale sono problemi che toccano da vicino gli allenatori e sono settori che richiedono il nostro intervento e la nostra presenza.Fare del Settore Tecnico “la casa degli allenatori” è un obiettivo che dobbiamo perseguire, ribadendo la nostra volontà di volerne la presidenza riservata ad un allenatore.
E’ stata poi la volta del terzo candidato, Renzo Ulivieri, la cui relazione conteneva il programma elettorale che trovate illustrato in altra parte del giornale. Nel suo intervento Ulivieri ha chiaramente sottolineato come la democrazia interna sia una necessità imprescindibile per il buon andamento dell’Associazione.Quindi una particolare cura al rilancio dell’organizzazione territoriale: “L’AIAC deve informare costantemente e con chiarezza i propri associati di tutto ciò che avviene al suo interno. Attraverso le pagine della nostra rivista dobbiamo dare voce agli allenatori, associati e non istituendo una rubrica di “lettere al Presidente ed al Consiglio Direttivo”.Dobbiamo intensificare e migliorare l’attività di aggiornamento in maniera da coinvolgere periodicamente tutti gli allenatori abilitati, coinvolgendo tutti i Gruppi Regionali e Provinciali che dovranno essere in grado di organizzare, in modo autonomo, la loro attività didattica, aumentando di molto il pacchetto di 15 ore ogni tre anni fin qui previste dall’UEFA. L’AIAC dovrà funzionare con un Governo al cui interno, come tutti sanno, ci sono ministeri preposti a differenti settori e responsabili dei vari ministeri.Un Centro Studi operativo farà da supporto e da collante tra i suddetti ministeri indicandone le priorità e settori d’intervento. La politica generale dell’Associazione, che dovrà ispirare l’azione dei Gruppi, sarà discussa e coordinata dal Direttivo Nazionale.”

Al dibattito che ha seguito le relazioni hanno preso parte, con un proprio intervento, Cavasin, Zoff, De Sisti, Micheli,, Nicoletti, Rota e Sorbello. Al termine della discussione si è passati alle operazioni di voto che hanno dato i seguenti risultati:

- candidato alla presidenza Renzo Ulivieri con 84 voti (sui 165 esprimibili). Alberico Marchesi ha raccolto 50 voti e Dino Dolci 31.
- la carica di vicepresidente per i Professionisti è stata conferita a Guido Vantaggiato (82 voti) mentre a Carolina Morace sono andati 65 voti.
- Walter Nicoletti, Domenico Di Carlo, Giancarlo Camolese, Marco Mastripieri, Luigi Castillo e Elvezio Belardi sono i nuovi Consiglieri Nazionali Professionisti.






















L’Assemblea ha poi provveduto a designare i delegati professionisti che avrebbero partecipato all’Assemblea generale elettiva del 13 Dicembre.

L’Assemblea degli Allenatori Dilettanti

Come nel caso dell’Assemblea dei professionisti, anche l’Assemblea dei Dilettanti aveva, tra gli altri, i seguenti principali punti all’ o.d.g.:

- relazione del presidente uscente Vicini,
- designazione del candidato alla presidenza;
- elezione dei 6 Consiglieri Nazionali dilettanti;
- elezione del vicepresidente dei dilettanti;
- elezione dei delegati Dilettanti per l’Assemblea Generale elettiva.

La relazione del presidente uscente Vicini ha ricalcato quella esposta il giorno precedente e quindi, come in occasione dell’Assemblea dei professionisti, i vari candidati alla carica di presidente hanno esposto i loro programmi.

Renzo Ulivieri, ribadendo tutti i punti del suo programma esposto già il giorno prima, ha aggiunto: “Ci opporremo con forza ai tentativi di chi cercherà di tutelare solo i propri aspetti settoriali. Siamo un’Associazione capace, quando è necessario, di fare un passo indietro ma questo non significa che non faremo pesare tutta la nostra esperienza. Soprattutto il settore dilettantistico ha bisogno di un forte contributo formativo”.
Dino Dolci ha annunciato invece il ritiro della propria candidatura: “Prendendo atto delle risultanze dell’Assemblea dei Professionisti, colgo l’occasione per ringraziare quanti hanno manifestato fiducia nei miei confronti. Dichiaro la mia intenzione di lasciare l’Associazione dopo esserne stato, per anni, un attivo componente. Rivolgo un sincero augurio ai due candidati e ritengo che, qualsiasi siano gli esiti finali della votazione, l’AIAC sarà comunque ben rappresentata.”

Alberico Marchesi, dopo aver preso atto della decisione di Dolci, lodandone il senso d’opportunità, ha ripetuto i suoi punti programmatici aggiungendo: “E’ il programma e non la persona a determinare la scelta del nuovo presidente. Partendo dal lusinghiero consenso ottenuto ieri, lascio adesso a voi la responsabilità di operare una scelta. Ribadisco la mia idea che la contrapposizione delle candidature è garanzia di democrazia.”

Firmo Micheli, nel presentare la propria candidatura, ha preannunciato una mozione critica verso lo svolgimento dell’Assemblea del giorno precedente basata sulla posizione associativa di alcuni partecipanti (validità dei tesseramenti), ed ha quindi ricordato l’origine della sua idea di presentare la propria candidatura: “Nel Marzo del 2003 era stata tenuta, a Roma, una riunione della Commissione per la modifica del regolamento organico interno. In tale occasione furono avanzate tre proposte: 1) -la radiazione dall’associazione dei tecnici che avessero avuto squalifiche per un periodo maggiore a tre anni;
2) -la decadenza dalle cariche di quei dirigenti AIAC che non avessero provveduto a regolarizzare il proprio tesseramento entro il 31 Marzo dell’anno di riferimenti;
3) -il rigetto dei quei bilanci presentati dai gruppi che non risultassero in regola.
Con mia sorpresa questi punti non sono stati accettati ma, quello che è peggio, mi sono reso conto che c’erano situazioni amministrative del tutto irregolari. Per questi motivi, oltre alla mia, presento la candidatura alla carica di Consiglieri nazionali di Scarfato e Coppari”.
Paolo Anselmo si è candidato alla carica di vicepresidente dei Dilettanti ed ha ribadito che il suo programma contiene molti punti esposti anche da altri candidati. Anselmo ha voluto insistere su un aspetto particolare: “Nel prendere atto del ritiro della candidatura di Galgani alla carica di vicepresidente, ritengo che tuttavia per lui debba essere confermato l’incarico quale rappresentante dell’AIAC all’ interno del Consiglio federale, alla luce delle tante iniziative da lui intraprese in questi anni, molte delle quali hanno portato ad ottenere importanti risultati per l’Associazione”.

Al dibattito che ha fatto seguito alle relazioni dei candidati hanno partecipato, con un proprio intervento, Di Marzio, Ruggini, Vacca, Antonicelli, Migliore, Scarfato e Coppari. Al termine della discussione si è passati alle operazioni di voti che hanno dato i seguenti risultati.
- candidato alla presidenza Renzo Ulivieri (con 80 voti su 103 esprimibili). Alberico Marchesi ha raccolto 23 voti;
- la carica di vicepresidente per i Dilettanti è stata conferita a Paolo Anselmo (con 84 voti);
- Silvello Mariano, Antonio Vento, Roberto Bellomo, Stefano Milanesi, Luca Perdomi e Dante Cudicio sono i nuovi Consiglieri Nazionali Dilettanti.
L’Assemblea ha poi provveduto a designare i delegati dilettanti che avrebbero partecipato all’Assemblea generale elettiva del 13 Dicembre.

L’Assemblea generale Elettiva

L’Assemblea si è aperta con la relazione di fine mandato del presidente uscente. Il contenuto della relazione ricalca in larga parte ciò che è stato presentato nel numero 5 sett-ott 2004 della rivista, là dove sono stati riportati le iniziative ed i risultati acquisiti in questi dieci anni. Nel ribadire, però, il proprio rammarico nell’aver costatato qualche divisione di troppo all’interno dell’Associazione, Azeglio Vicini ha aggiunto: “Nonostante tutto l’Associazione, vista dall’esterno, dà un’impressione di compattezza che le permette di porsi come valido interlocutore nei confronti delle altre componenti federali. Un forte consenso interno, fiducia ed entusiasmo sono necessari per dare forza all’AIAC ed a farle ottenere quella importanza e quel rispetto che, fino ad ora, non sono mancati ma che possono e devono crescere. Un grazie di cuore a tutti ed un caloroso saluto”. L’Assemblea ha accolto queste ultime parole di Vicini con un lungo e caloroso applauso.

Ha preso poi la parola Renzo Ulivieri: “Confesso di provare in questo momento in cui mi accingo ad assumere un tale impegno, una certa emozione. Quello che mi preme oggi ribadire è che il programma che ho presentato non sarà da me realizzato, bensì saremo tutti noi a realizzarlo. Uno dei miei primi passi da presidente sarà quello di ricucire tutti i rapporti interni, con particolare riferimento a quelli con la base. Nel raccogliere l’esigenza espressa di operare qualche cambiamento strutturale e funzionale all’interno dell’Associazione, chiarisco che l’AIAC non offre “poltrone” ma bensì “posti di lavoro” per chi intenda ricoprirli con alto spirito di volontariato, perché è su questo aspetto che si basa l’associazionismo, un aspetto fondamentale. Mi auguro che tutti si riesca a remare nella stessa direzione nell’interesse dei tecnici e del calcio italiano.”

Essendo ormai le posizioni dei candidati state chiarite dalle due precedenti assemblee, si è passati, subito dopo l’intervento di Ulivieri, alle operazioni di voto che hanno dato il seguente esito:
  • Renzo Ulivieri Presidente dell’AIAC
  • Vicepresidenti: Guido Vantaggiato (settore Professionisti), Paolo Anselmo (settore Dilettanti)
  • Membri del Consiglio Direttivo: Walter Nicoletti, Domenico Di Carlo, Giancarlo Camolese, Marco Maestripieri, Luigi Castillo, Elvezio Belardi, Mariano Silvello, Antonio Vento, Roberto Bellomo, Stefano Milanesi, Luca Perdomi e Dante Cudicio
  • Collegio dei Porobiviri: Michele Amoruso, Fernando Canegallo e Giovanni Conticchio
  • Collegio dei revisori dei Conti: Mario Frizzera, Carmelo Lucà e Paolo Sodi



Renzo Uliveri e Guido Vantaggiato




Renzo Uliveri e Paolo Anselmo


Alberico Marchesi
La prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo
Foto di gruppo del Consiglio Direttivo