l'allenatore

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Lettere al Presidente



Questa rubrica è riservata alle Vostre lettere indirizzate al Presidente. A tutti coloro che vorranno essere pubblicati ricordiamo che, per motivi di spazio, questa redazione si riserva, eventualmente, di condensare il contenuto delle lettere stesse.

Mi chiamo Andrea Oldin, ho 30 anni da 6 faccio l’allenatore dei portieri. A tutt’oggi, per svolgere la funzione di preparatore dei portieri basta poco in quanto la nostra figura professionale è contemplata ma non riconosciuta ufficialmente a livello normativo. Troppe volte vediamo colleghi che allenano portieri, sia adulti che giovani, con metodologia alle volte obsolete. L’amore per questo “ruolo” mi ha portato a cercare di approfondire le mie conoscienze tecniche, sia con testi, sia con video o attraverso corsi organizzati da riviste specializzate (ad esempio “Il nuovo calcio” o grazie ad iniziative dei gruppi provinciali dell’AIAC). Le chiedo dunque se, secondo lei, non siano maturi i tempi per riconoscere ufficialmente questo ruolo, magari istituendo corsi federali di specializzazione curati dal Settore Tecncino, anche perché un tale riconoscomento potrebbere contribuire ad alzare il livello tecnico della categoria. Questa mia non vuole certo essere una nota polemica ma bensì un tentativo di sensibilizzazione verso la nostra figura.

Tu non sei il primo che fa presente questa esigenza. Se è vero che, già da tempo, il Settore Tecnico effettua uno specifico tesseramento per tale mansione, è vero anche quanto da te affermato, e cioè che si è dato in effetti, almeno fino ad oggi, scarso rilievo alla preparazione specifica per tale ruolo. Ti informo che dopo la fine della corrente stagione sportiva, e proprio in conseguenza delle numerose segnalazioni di colleghi, verrà programmato un corso di aggiornamento specifico, dapprima riservato al settore professionistico ma con l’intenzione di estenderlo anche a coloro che operano a livello dilettantistico. Sarà comunque nostra premura sollecitare anche i Gruppi dell’AIAC affinché, nella loro attività di istruzione ed aggiornamento, curino maggiormente la specifica metodologia dell’allenamento del portiere.

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Mi chiamo Massimiliano Bruno e sono un Allenaore di Base presso una socità che milita nella Prima Categoria del Comitato Regionale Piemontese della L.N.D. In base alle norme attuali possono essere convocati, per le gare ufficiali, solo diciotto giocatori. La maggior parte delle squadre, ad ogni livello, dospone oggi di rose di ventidue giocatori e questo comporta che, ogni volta, si debbano scartare alcuni giocatori. Le scrivo per chiederLe se l’AIAC potesse portare avanti la proposta di poter convocare l’intera rosa dei ventidue (come succede già per le rappresentative naziuonali) in base ad alcuni motivi che le indico:
- tutti i giocatori si sentirtanno considerati alla stessa stregua;
- si sentiranno premiati anche coloro che, comunque, partecipano a tutte le fasi degli allenamenti;
- eviteranno la delusione dell’esclusione e l’isolamento in tribuna, fonte talvolta di difficoltà nei rapporti con il resto della squadra;
- ovvieranno con la loro presnza all’eventuale assenza imprevista di qualche altro compagno o ne prenderanno il posto in caso di incidente nel corso del riscaldamento pre-gara;
- potranno sentirsi coinvolti, tecnicamente e psicologicamente, nelle sedute post gara.

Mi sembra che la tua proposta e le argomentazioni che porti a sostegno siano condivisibili, perché affrontano uno dei problemi più importanti del nostro lavoro, che è quello del coinvolgimento e della partecipazione di tutti i giocatori al progetto dell’allenatore. Sarà naturalmente un problema da affrontare con l’Associazione Italiana Calciatori ed insieme cercare di trovare una soluzione.