L'Allenatore: 05 2011

Prima di parlare delle competenze dell’allenatore voglio parlare della posizione che esso occupa nel calcio. L’allenatore è in bilico tra la considerazione e la stima dei suoi giocatori, del club, della stampa; a volte è stimato, lodato, apprezzato, altre volte (molto più spesso a dir la verità) rifiutato, criticato, disprezzato ed in ultimo esonerato. Così come è responsabile di sconfitte e cattiva classifica, d’altra parte è figura paterna ed eroe nei successi. E’ un dato di fatto che la stima nei confronti dell’allenatore non sia basata sul suo lavoro quotidiano, ma solo sul momentaneo successo o insuccesso.
Rapporto con i giocatori
L’allenatore occupa vari ruoli, il più importante dei quali è il rapporto con il giocatore. I giocatori nutrono aspettative nei confronti dell’allenatore e l’allenatore nutre aspettative nei confronti dei giocatori.
Aspettative dei giocatori: il tecnico deve possedere competenza tecnica e tattica, capacità di relazionarsi con loro, neutralità, sensibilità per i problemi dei singoli giocatori. Queste competenze vengono applicate differentemente dal tecnico a seconda che questi si trovi in campo d’allenamento, sul terreno di gioco prima, durante e dopo la partita, negli spogliatoi e così via. L’allenatore deve anche avere una personale linea di condotta nei confronti degli aspetti che coinvolgono la vita privata dei giocatori.
Aspettative dell’allenatore: l’allenatore si aspetta sempre il massimo impegno da parte del giocatore, competenza tattica e visione di gioco. Si aspetta anche obbedienza agli ordini impartiti, capacità di “fare gruppo”, responsabilità, fiducia e discrezione.
L’allenatore ed il Club
Il Club esige dall’allenatore successo, vittorie, buona classifica e che non si verifichino contrasti con giocatori che possano danneggiare l’immagine del club. Il club esige l’accettazione alla filosofia direzionale, solidarietà e lealtà con la direzione e con la squadra.
A proposito di conflitti, un aneddoto della mia permanenza presso il Bayern Monaco. All’indomani di una sconfitta in Champions League con il Lyon (0:3) ho avuto una lunga conversazione con il Presidente del Bayern che mi ha mostrato grande comprensione; non più tardi di qualche ora, davanti a sponsor, stampa e televisione, il Presidente Franz diffamava la squadra in presenza dei giocatori. Kahn, Elber, Effenberg mi guardavano ed io già intuivo il conflitto che si preparava. Dovevo subito reagire.
Il dialogo fra noi:
Kahn e Effenberg: “Noi siamo dipendenti del Club, il Presidente comanda, abbiamo perso 3 a 0. Ci ha offesi, ha detto “squadra di scellerati”.
Effenberg: “Cosa risolverebbe un attacco contro Franz? Ci vuole solidarietà all’interno della squadra, una forte reazione in campo”
Hitzfeld: “L’obiettivo principale, la migliore risposta che possiamo dare è quella di vincere la Champions League”.
Le aspettative dell’allenatore verso il club: assoluta indipendenza nella guida tecnica della squadra, tolleranza nel momentaneo insuccesso e solidarietà in tempi di crisi. Naturalmente si deve esigere il totale rispetto del contratto.
L’allenatore ed i tifosi
Le aspettative primarie del pubblico sono vittorie e successi. Al secondo posto viene il bel gioco, che sia bel calcio, che le partite risultino interessanti ed anche un pizzico di brivido non guasta.
Le aspettative del tecnico nei confronti dei tifosi: ci si deve aspettare almeno dal pubblico di casa una certa generosità e anche tolleranza nei momenti dell’insuccesso.
L’allenatore ed i media
Aspettative dei media: il rapporto con la stampa è generalmente piuttosto difficile, ma dipende molto dal carattere del giornalista – cronista che spesso vuole sapere già prima della partita la tattica che verrà adottata, o subito dopo la partita pretende un giudizio sul singolo giocatore. Io non ho avuto seri problemi con la stampa, ho sempre preferito rispetto e distanza.
Aspettative dell’allenatore: tolleranza, generosità e stima, ma sempre nel rispetto della privacy personale.
Vi ho elencato tutti questi aspetti conflittuali che un tecnico deve saper gestire. Questo è un ruolo problematico e composto da molteplici qualità che il tecnico deve possedere, in una parola: competenza. Competenza e serietà nel portare a termine con successo un contratto che si sottoscrive.
Le qualificazioni del tecnico (competenze)
Per guidare una squadra l’allenatore, oltre ad essere un tecnico deve essere un abile psicologo e pedagogista, deve possedere:
• competenza tecnica;
• competenza istruttiva;
• competenza nella guida della squadra;
• competenza psicologica.
Competenza tecnica
Da suddividere in due aspetti:
1) personale bravura nella visione di gioco ed esperienza sul campo;
2) conoscenza della teoria.
Non mi voglio dilungare sulle competenze in campo visto che chi legge avrà già un ottimo background alle spalle dovuto ai corsi ed agli aggiornamenti effettuati.
Competenza istruttiva
Nella moderna psicologia della guida di una squadra si distingue fra istruzione e guida della squadra. Nell’istruzione il compito delle parti (giocatori ed allenatore) è comune, si gioca sullo stesso livello.La competenza come istruttore si esprime sia in allenamento sia in partita. La competenza tecnica, la creatività, la tattica e la capacità di motivare le proprie scelte (ordini e correzioni) sono la base di queste competenze.
Competenza nella guida della squadra
Inteso come rapporto interpersonale tra allenatore e giocatori. La cosa più importante è sicuramente il modo ed il tono nell’impartire la propria volontà. Il “come” vengono dette certe cose è assai più importante del “cosa” viene detto. Possiamo distinguere due metodi di comunicazione:
1) possiamo comunicare mantenendo una certa distanza, dove ognuno ha il proprio ruolo; l’allenatore in questo caso impartisce con autorità i propri voleri.
2) Possiamo invece portare avanti un sincero rapporto umano con i giocatori basato su stima, lealtà, spirito di cameratismo, amicizia, simpatia, in una parola un vero rapporto di fiducia.
Un lampante esempio del mio trascorso presso il Bayern Monaco.
