L'Allenatore: 05 2011

Fabio Capello, Marcello Lippi e Alberto Zaccheroni, questi i tre allenatori italiani che hanno fatto parte del gruppo dei dieci allenatori scelti dall’UEFA per una tavola rotonda sui principali problemi del calcio europeo e che, di fatto, viene incontro a quanto ribadito dalla UEFT, come pure dall’AIAC che alla UEFT aveva a suo tempo rivolto un segnale in tal senso, e cioè l’importanza e la necessità che i tecnici possano esprimere le loro opinioni su temi che, direttamente o indirettamente, li riguardano. Da questi incontri le organizzazioni calcistiche nazionali o internazionali hanno solo da guadagnare. Il tecnico, a differenza del giocatore, ha una visone delle cose oggettivamente più organica in quanto il suo lavoro lo costringe ad una conoscenza di aspetti sia organizzativi che manageriali che, di conseguenza, gli permettono uno capacità di analisi più organica che, unita anche alla maggiore età ed esperienza, lo rendono altamente propositivo. Ecco in estrema sintesi i punti emersi al termine dei lavori:
- Settori giovanili - Difesa dei settori giovanili nazionali con l’introduzione di norme che garantiscano al club, nel quale il giovane calciatore si è formato, di poterlo trattenere fino all’età di 20/21 anni. Tali norme dovrebbe impedire trasferimenti prematuri, specialmente all’estero. I tecnici hanno anche confermato l’importanza che nelle formazioni schierate almeno 6 giocatori su 11 siano nazionali per evitare l’inevitabile cancellazione dell’identità nazionale delle maggiori squadre europee.
- Doppio arbitro – Piuttosto che due arbitri in campo, i tecnici propongono due giudici di linea a fondo campo, con il compito di controllare l’area di rigore e la linea di porta. Un arbitro in campo è più che sufficiente, purché riceva dai suoi collaboratori ( che diventerebbero quattro se la proposta dei tecnici fosse messa in pratica) una collaborazione maggiore in quanto finalizzata a precise fasi del gioco.
- Mondiale ogni due anni – Un certo scetticismo è stato espresso riguardo la recente proposta di Blatter quanto stravolgerebbe ulteriormente i campionati nazionali già pesantemente condizionati dalla recente riforma delle coppe europee.
- Ammonizioni e squalifiche – E’ stato auspicato un diverso sistema che faccia sì da deterrente ma che possa operare un distinguo tra chi sia incorso solo poche volte in ammonizioni e chi, invece, abbia una “fedina” assai più sporca. Nella fattispecie è stato portato l’esempio del calciatore irlandese Keane, del Manchester United, che nella stagione passata non poté disputare la finale pur avendo collezionato solo due cartellini gialli quando invece, alla gara in questione, presero parte giocatori che, in precedenza, avevano avuto molte ammonizioni e squalifiche.
Sebbene non fosse presente, Trapattoni ha fatto parlare di se e della sua proposta di allargare a 11 il numero dei giocatori da portare in panchina ed eventualmente permettere di aggiungere altre due sostituzioni in caso di tempi supplementari. Questo tipo di proposta, se ce ne fosse bisogno, dimostra ancora una volta come certe soluzioni tendenti a migliorare il gioco e la sua organizzazione possono scaturire solo dall’esperienza dei tecnici che vivono di persona, e sulla propria pelle, i disagi di situazioni studiate solo a tavolino e non derivanti da precise indicazioni nate e vissute sul campo.
| Capello, Ferguson, Lippi, Houllier, Toshack, Rehhagel, Hitzfeld, Zaccheroni, Van Gaal e Skibbe insieme a Andy Roxbourg, moderatore della tavola rotonda. |
