L'Allenatore: 05 2011

Il campionato 2004-2005, ritornato al formato a venti squadre dopo cinquantatre stagioni, ha proposto dodici cambi di allenatore che hanno riguardato nove società, ossia tre in più delle due stagioni precedenti, quando il campionato presentava ai nastri di partenza solamente diciotto formazioni. L’incidenza percentuale delle squadre che hanno cambiato mister in corsa è così passata dal 27,75% delle ultime due stagioni al 45% della stagione in corso.
La parte del leone, in questa speciale graduatoria, la hanno recitata Roma e Fiorentina (vedi tabella 1), che hanno rispettivamente avvicendato sulla loro panchina quattro e tre tecnici.
I gialllorossi hanno infatti cominciato la stagione sotto la guida di Claudio Prandelli, dimessosi prima dell’inizio del campionato per gravi motivi familiari, per poi passare il timone, nell’ordine, a i Voeller, Delneri e, infine, Bruno Conti. La statistica, per la squadra della capitale, non tiene conto del brevissimo interregno, durato una sola partita di Champions League, di Ezio Sella, che guidò la squadra nella trasferta contro il Real Madrid poichè non vi erano i termini tecnici necessari per il tesseramento del tecnico friulano dopo le dimissioni di Voeller.
La Fiorentina, invece, ha esonerato Mondonico all’8ª giornata di campionato sostituendolo con il suo collaboratore Sergio Buso, il quale è stato in panchina per undici partite, prima di essere messo da parte per far posto a Dino Zoff.
Le altre sette squadre che hanno effettuato la sostituzione della guida sono state, Parma (Carmignani per Baldini), Livorno (Donadoni per Colomba), Siena (De Canio per Simoni), Lazio (Papadopulo per Caso), Atalanta (Rossi per Mandorlini), Brescia (Cavasin per De Biasi) e Chievo (D’Angelo per Beretta) .
Come possiamo ben vedere tutte le nove squadre che hanno cambiato allenatore, tranne il solo Livorno, sono state invischiate nella complicata matassa della lotta per non retrocedere, a sole due giornate dalla fine. Proprio l’eccezionale equilibrio nella parte bassa può essere considerato uno dei motivi dell’aumento degli esoneri rispetto alle ultime stagioni, il cui trend era stato sempre in discesa (vedi tabella 2). A due giornate dalla fine, infatti, ben undici squadre lottano per non scendere nella serie cadetta e solo tre di esse (Bologna, Lecce e Reggina) hanno mantenuto lo stesso tecnico per tutta la stagione. Nella serie cadetta, invece, si sono registrati quattordici cambi di allenatore che hanno riguardato nove società. Qui l’incidenza percentuale delle squadre che hanno cambiato mister è invece scesa, passando dal 50% della stagione scorsa, al 40,91% di quella attuale, anche se dobbiamo considerare il dato ancora provvisorio, quando mancano quattro gare al termine. Tre società, ossia Catanzaro, Ternana e Venezia hanno avvicendato tre tecnici nel corso della stagione, mentre altre tre compagini, segnatamente Arezzo, Crotone e Vicenza, hanno prima esonerato l’allenatore che aveva iniziato la stagione per poi richiamarlo in un secondo momento. Quest’ultima situazione è tipica della serie B e delle categorie minori, dove la fame mangia-allenatori di molti presidenti si deve scontrare con esigenze di bilancio più pressanti, che costringono i patron delle varie squadre a richiamare tecnici cacciati via in precedenza per non minare ulteriormente i budget annuali delle società, spesso molto lontani da quelli della massima serie. Tranne il Genoa (in cui, comunque, la sostituzione di De Canio con Cosmi è avvenuta ad inizio stagione, prima del via del campionato) e la Ternana, i cambi di mister hanno riguardato tutte società in lotta per la retrocessione, confermando come la mancanza di risultati immediati rimanga sempre la causa più frequente di sostituzione di un allenatore nel nostro calcio di vertice.
