l'allenatore

Notizie dalla segreteria A.I.A.C. 

Rimettete al comando chi conosce lo sport

di Sergio Neri

Per gentile concessione del Corriere dello Sport riproponiamo questa interessante riflessione di Sergio Neri che fa eco alla riunione degli allenatori professionisti dello scorso 3 Febbraio di cui abbiamo dato una sintesi nella pagina a fronte.

Sarebbe questo il momento di richiamare attorno allo sport tutti gli uomini che lo hanno praticato. Sono loro che possono affrontare con più consapevolezza i problemi e suggerire le soluzioni ideali tenendo conto non solo dei bilanci che non quadrano più ma anche dello spirito che alberga nello sport e del quale si nutrono gli atleti. Le pesanti situazioni che minano da un po’ di tempo lo sport in Italia e che ne compromettono il futuro non saranno mai rimosse, a nostro personale avviso, da uomini per quanto abili e geniali nel loro ambito professionale, ai quali manca l’esperienza di un passato sportivo possibilmente speso nel mondo dell’agonismo. Vive sotto i nostri occhi, ogni giorno più inquietante, la grande crisi del calcio. Nessuna via d’uscita è stata ancora proposta né abbiamo sentore che essa arrivi, proprio per una mancanza di linguaggio sportivo, se così si può dire, tra coloro che guidano le sorti dello sport. Basta, al contrario, un semplice raduno di tecnici per capire quanto più facile sarebbe il superamento dei problemi più pesanti ed intricati, se le sorti di questo sport, dei suoi campioni ed anche dei rapporti contrattuali tra giocatori e le squadre fossero gestiti da loro o comunque ispirati alle linee dettate dalla loro esperienza praticata e dal loro buon senso, raggiunto tra gli atleti sul campo. Ma dove sono finiti gli uomini che sono passati in gioventù nello sport, che hanno conquistato la maglia azzurra nella loro disciplina, che hanno vissuto da dentro la vita ed i problemi del mondo al quale hanno dato il sostegno della loro forza, della loro intelligenza e della loro passione? Non si è sempre detto, giustamente,che la forza dello sport deriva soprattutto dalla capacità del movimento di non lasciarsi contaminare da amministratori ignari di sport o politici interessati e che l’autonomia del CONI, negli anni passati, era una garanzia assoluta per l’intero movimento? E non sono queste le parole e questi i principi che lo stesso Rivera, per esempio, ha più volte espresso salvo restare in pratica fuori dal movimento del quale invece conosce il respiro e la necessita?
Dal raduno degli allenatori l’altro giorno, sono giunti i pensieri più chiari, più convincenti e più meritevoli di riflessione


Sergio Neri è nato a Rimini e vive a Roma, è entrato in carriera giovanissimo. Sotto la guida di Bruno Roghi ha realizzato il suo primo servizio di inviato a 18 anni. Ha viaggiato in tutto il mondo e seguito molte edizioni di Giochi olimpici e avvenimenti sportivi di livello mondiale.
Ha realizzato grandi reportage su decine di Giri e di Tour, sulla conquista della Luna, sulla democrazia dei giovani nei Paesi scandinavi, sulla ricerca di talenti naturali nelle regioni più primitive dell’Africa.
Sergio Neri ha lavorato con Antonio Ghirelli a “Tuttosport” ed ha quindi diretto “Stadio” a Bologna.
Ha vinto tutti i premi giornalistici dello sport e il Premio Saint Vincent consegnatogli dal Presidente Pertini al Quirinale.
Sergio Neri ha lasciato la condirezione del “Corriere dello Sport-Stadio” nel 1983 (giornale del quale è diventato editorialista) per dirigere la “Compagnia Editoriale”, casa editrice da lui fondata.
La “Compagnia Editoriale” è oggi un gioiello nel campo dell’Editoria nazionale con due divisioni: una dedicata ai periodici e una dedicata ai libri.