L'Allenatore: 05 2011

Non è mai troppo tardi, davanti alle sfide della realtà, per aprire una riflessione sul proprio ruolo, sulle proprie prospettive, per capire compiti e aspettative anche di una associazione viva e vitale come la nostra. Una simile esigenza diventa impegno davanti alla pressante sollecitazione dell’attualità, che pure non ci deve far perdere di vista il quadro complessivo di riferimento. Perché è questo che a noi deve interessare, è su questo che deve maturare una coscienza condivisa.
Si è detto e scritto molto in quest’ultimo periodo a proposito del cosiddetto caso Giampaolo, tecnico “ombra” dell’Ascoli, la cui posizione irregolare è stata segnalata dall’Aiac alla Procura Federale. Bene, partiamo da qui. Lo spirito che ha animato la nostra iniziativa non è repressivo ma deriva da un’idea semplice, antica, imprescindibile: il rispetto delle regole. E delle procedure. Il nostro compito era fare una segnalazione agli organi federali competenti e aspettarne le risoluzioni, fino a eventuale sentenza, da accettare col dovuto rispetto. Solo così, crediamo si può mettere in moto un circuito virtuoso, dove ognuno esercita i propri diritti-doveri, al di là degli interessi particolari che naturalmente di volta in volta cambiano a seconda della situazione in cui viene a trovarsi un singolo tecnico. Altro che riflessi corporativi, come da qualcuno ci è stato rimproverato: il rispetto delle regole è il cardine intorno al quale ruota il nostro sistema di garanzia di qualità tecnica.
A noi pare lampante infatti che in questo caso, come in molti altri, la forma è anche sostanza. Non si può più nascondere la testa sotto la sabbia davanti al moltiplicarsi di situazioni anomale. Tra i Dilettanti, dove le luci della ribalta mediatica non arrivano, per esempio, si trovano colleghi esonerati e poi al lavoro per una seconda società nella stessa stagione. Far passare per comodo, o superficialità, una, poi dieci, poi cento deroghe ai regolamenti sul tesseramento è minare in modo irreparabile il ruolo stesso del Settore Tecnico, prima ancora di quello dell’Aiac.
Ecco il punto. Gli allenatori debbono sostenere piuttosto la centralità del Settore Tecnico, unico motore della cultura calcistica del nostro movimento nazionale. La salvaguardia, meglio, il potenziamento della scuola allenatori, deve essere il primo dei nostri obiettivi. Per questo, perché non ci si limiti a una semplice affermazione di principio, occorrono maggiori risorse, che la Federazione deve trovare. Servono investimenti dimensionati all’importanza del Settore e allo scopo appena illustrato.
Allenatori migliori, con più sapere tecnico: questa deve essere la prospettiva della nostra Associazione. In questo senso va l’inizativa dei corsi di aggiornamento che a partire dal mese di marzo prenderanno il via in tutte le regioni che ospitano regolarmente i corsi per Allenatori di Base. Una professione dinamica e solidale, non una corporazione: ecco l’Aiac che stiamo costruendo.
