L'Allenatore: 05 2011

Per coloro che non avessero avuto modo di leggerlo, riproponiamo, per gentile concessione della LND, questo interessante articolo del Segretario Generale, pubblicato su “Il Calcio illustrato LND”,inerente le” catastrofiche” conseguenze paventate all’indomani dell’abolizione del vincolo a vita per i giocatori dilettanti. Fino ad ora, invece, risulta che solo una minima parte dei calciatori abbia optato per lo scioglimento del proprio vincolo
I più avevano ipotizzato la catastrofe del calcio dilettantistico italiano all’alba del 16 Luglio 2002, cioè il day-after la scadenza del termine per la presentazione delle domande di svincolo da parte dei cosiddetti over 29 per decadenza del tesseramento. L’attuazione della normativa con la quale la Lega Nazionale Dilettanti ha sancito coraggiosamente l’abolizione del vincolo a vita aveva fatto prefigurare scenari tragici, ma nella realtà, dati numerici alla mano – questi sì davvero sconvolgenti per i pessimisti - non è andata affatto così. Alla data del 30 Giugno 2002, infatti, sul totale dei tesserati con le società dilettantistiche è pari a 501.394 unità (448.976 di Calcio a 11, 14.421 di Calcio Femminile 3 37.997 di calcio a 5), ben 105.672 calciatori rientravano nella categoria degli over 29, aventi cioè diritto allo svincolo, ma solo 6.235 di questi hanno chiesto di sciogliere il proprio legame con la società di appartenenza. In sostanza, solo il 5,9% degli aventi diritto, che equivale all’1,25% del totale dei tesserati della LND. Un dato di minima entità, dunque, sorprendente per molti, che in ogni caso, al di là delle possibili analisi, conferma la validità dell’indicazione evidenziata dalla LND in sede d’elaborazione della normativa in questione – come noto realizzata di concerto con l’AIC – che aveva preferito optare per la proposizione dell’istanza di svincolo da parte dei diretti interessati, anziché ricorrere al meccanismo dell’automatismo dello svincolo stesso, proprio per evitare di appesantire di inutili carichi di lavoro i già oberati Comitati e le Divisioni della LND.
La situazione da Nord a Sud
Il maggior numero di domande si è registrato nei Comitati Regionali appartenenti all’Area Nord (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte e Val D’Aosta, Trentino Alto Adige e Veneto) con 3319 unità – il 53,25% degli svincolati in Italia – su un totale di 40.595 aventi diritto, e cioè quasi il 20% del totale dei tesserati dell’area, che è pari a 205.879 calciatori, vale a dire il 41% del totale nazionale. A seguire, i Comitati Regionali dell’Area Centro (Emilia Romagna, Lazio, Marche, Sardegna, Toscana ed Umbria), dove si sono svincolati 1.663 calciatori – il 26,27% rispetto al totale nazionale- sui 35.496 aventi diritto, cioè il 22,40% dei tesserati dell’area che assommano a 158.658, rappresentando quasi il 32% del totale nazionale. Infine, i Comitati Regionali dell’Area Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Maliose, Puglia e Sicilia), con soli 790 svincolati – il 12,70% del totale nazionale – sui 27.708 aventi diritto, cioè quasi il 24% dei tesserati dell’area che assommano a 115.903 calciatori,vale a dire poco più del 23% dell’intero parco nazionale.
Di più in Lombardia
Questi dati non comprendono, ovviamente, le realtà dei campionati a carattere nazionale organizzati dal Comitato Interregionale e dalle Divisioni Calcio femminile e Calcio a 5. In questo particolare settore dell’attività dilettantistica, che assomma 20.955 tesserati, si sono registrati 463 svincoli sui 1.873 over 29. Il maggior numero di svincoli si è avuto in Lombardia (983), un Comitato che al 30 Giugno 2002, data di riferimento della nostra ricerca, vantava 1.428 società per un totale di 82.080 tesserati e 13.619 over 29. Al Molise, invece, spetta l’ultimo posto nella speciale classifica con soltanto 11 svincolati sui 1.716 aventi diritto, in un Comitato di 149 società ed un totale di 5.227 tesserati. Assai interessanti, infine, i riscontri emergenti dall’analisi particolareggiata sul dato riferito ai 5.772 svincolati in relazione ai campionati organizzati a livello regionale. Viene fuori che il maggior numero di istanze sono state presentate dai calciatori appartenenti a società di Prima Categoria, cioè a 1.634 (pari al 26,2% degli svincolati) ed il minore numero da parte di quelli appartenenti a società di Terza Categoria, vale a dire 643 (pari al 10,32%). In posizioni intermedia la Seconda Categoria (1.481, pari al 23,75%), la Promozione (1.090 pari al 17,5%) e l’Eccellenza (718 pari all’11,5%). Nel Calcio femminile, solo 52 svincoli (pari all’0,84%) e nel Calcio a 5 154 (pari al 2,47%).
Dal nord al sud La tabella evidenzia il totale degli svincolati in Italia divisi per aree geografiche. I dati comprendono anche le realtà dei campionati a carattere nazionale organizzati dal Comitato Interregionale e dalle Divisioni Calcio Femminile e Calcio a Cinque, dove sono registrati 463 svincoli sui 1.873 tesserati “over 29”. | ||
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| Una riforma graduale La riforma che ha comportato l’abolizione del vincolo a tempo indeterminato, sostituito da quello fino al compimento del venticinquesimo anno di età, entrerà a regime a partire dal 1° Luglio 2004. E’ quanto previsto nella norma transitoria dell’art. 32 ter delle Noif, che ha disciplinato la gradualità dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione. Si è cominciato quest’anno con la possibilità di richiedere, nel periodo dal 15 Giugno al 15 Luglio, la decadenza del vincolo da parte dei tesserati che entro il 31 Dicembre 2002 compiono il ventinovesimo anno d’età e si continuerà la prossima stagione con la facoltà di esercitare il diritto in questione da parte di coloro che compiranno il ventisettesimo anno d’età entro il 31 Dicembre del 2003. Non appena la norma entrerà definitivamente a regime, e cioè a partire dall’inizio della stagione sportiva 2004/2005, il compimento del venticinquesimo anno di età non sarà più rapportato alla data di fine anno, cioè il 31 Dicembre 2004, ma a quella del 30 Giugno 2004 coincidente con la fine della precedente stagione sportiva. |
