L'Allenatore: 05 2011

Anche in Spagna l’associazione degli allenatori (AEE) è in grado di far sentire la sua voce. E’ di questi giorni la notizia di una, per certi versi, clamorosa quanto significativa presa di posizione dei colleghi spagnoli i quali hanno ottenuto dalla Real Federaciòn il rispetto di una norma che, evidentemente, era stata ignorata dai dirigenti del Maiorca. In Spagna, infatti, vige la regola, concordata tra le parti, che un allenatore straniero può essere assunto da una squadra professionistica della massima serie solo se può dimostrare di avere allenato precedentemente, per almeno tre anni, una squadra di pari categoria nel proprio paese di origine. La vicenda ha interessato Mario Gomez, allenatore argentino, che ha dovuto così lasciare l’incarico e poco importa se i dirigenti del Maiorca hanno poi dichiarato che l’esonero era comunque nell’aria per i risultati negativi ottenuti dalla squadra sia nel campionato sia in Coppa dei Campioni. A noi dispiace notare che ci sia stato in Italia qualche giornale che ha commentato la notizia definendo enorme e polemico il protagonismo dell’AEE che già in agosto aveva ottenuto che la società Betis di Siviglia, il cui allenatore Americo Gallego non era in possesso dei necessari requisiti, rinunciasse all’ingaggio del tecnico. Chiedere il rispetto delle regole non è mai protagonismo, lo è semmai il volerle ignorare.
