AEFCA | Alliance Of European Football Coaches Associations


n° 06 - anno 2004
Indice generale






Attualità 

Alla scoperta del Cruzeiro Esporte e del calcio brasiliano
di Romano Galgani

Pubblichiamo un intervista ad Angleo Luca Buzzi, allenatore italiano di 2a categoria, in Brasile dal 1992, attualmente presso il Club Cruziero Esporte, squadra campione nazionale, dove allena nel Settore Giovanile. Dall’intervista emergono interessanti aspetti del calcio brasiliano ed inattesi legami sia con l’Italia che col calcio italiano.

Angelo Luca Buzzi
Da quanto tempo opera in Brasile?
Opero nel calcio in Brasile da 8 anni

Perché ha scelto di stabilirsi in Brasile?
Dal 1992 al 1995 sono venuto in Brasile per esplorazioni speleologiche subacquee (una mia grande passione) nel 95 ho conosciuto mia moglie e nel 96 ho fatto la scelta di vivere qui a Belo Horizonte una città con circa 5 miloni di abitanti.

Con quali squadre ha lavorato? Con quali mansioni?
Ho lavorato prima come allenatore in seconda del tecnico Jurandy Gama Filho,in due squadre di seconda divisione ( il 7 Sectembro e il Favril di Lavras) nel 97 e 98. Nel 99, sempre come secondo di Eugenio Carlos Souza, presso una in una squadra juniores, il Venda Nova F C. Ad inizio del 2000 sono approdato al Cruzeiro Esporte Club come tecnico dei giovanissimi e da 5 anni ho l’onore di lavorare nella società campione in carica della serie A.

Quali sono secondo Lei le differenze tra le scuole brasiliana ed italiana?
Sono due scuole diverse: penso che in Brasile come aspetto principale ci sia lo spettacolo .
I ragazzi già da giovani cercano la giocata ad effetto e il divertimento, gli stessi tifosi prediligono i giocatori funanbolici e fantasiosi, ma anche qui oggi il calcio sta cambiando e si sta affermando un gioco píú essenziale, più fisico, più consono allo standard europeo e quindi italiano, dove la forza e le qualitá tecnico-tattiche hanno il sopravvento. In poche parole, la grande differenza che c’era nella finale di Messico 70 si stá via via dissolvendo a favore di un equilibrio che giá nella finale di U.S.A. 94 abbiamo potuto constatare.

Tecnicamente quali differenze ha riscontrato?
In otto anni di lavoro a tempo pieno nel calcio carioca, essenzialmente formando giovani calciatori, ho percepito una cosa interessante: la tecnica qui é un gesto individuale, ogni ragazzo impara in maniera autodidattica, praticamente riescono a mandare la palla nello stesso spazio con gesti tecnici uno differente dall’altro, dalla forma piú difficile alla piú facile.
In Italia, per esempio, abbiamo e seguiamo tutti delle regole tecniche e lavoriamo per migliorare le stesse prima facendo imparare e poi automatizzando il movimento.
Qui, talvolta, un ragazzo riesce a fare un gesto tecnico difficilissimo e non sá fare un gesto tecnico piú semplice. Per loro l’importante é che la palla vada dove loro vogliono che vada, senza preoccuparsi di come lo fanno o di imparare altri metodi.
Penso che uno degli aspetti per cui sono riuscito ad affermarmi come allenatore qui in Brasile,é stata la mia adattabilità ad insegnare la tecnica di base senza intaccare la fantasia tecnica dei ragazzi. Ho constatato che per la maggior parte di tecnici brasiliani, é molto piú sbrigativo sostituire un giocatore, grazie all’enorme serbatoio di ragazzi che giocano al calcio, che insegnargli la tecnica. Questo é uno dei motivi che mi lascia pensare che il grande potenziale del Brasile é sfruttato solo al 10% delle possibilitá.
Sarebbe bello poter contribuire ad aiutare un talento a divenire un giocatore completo,con la padronanza di tutti i gesti tecnici, senza intaccarne le doti di abilitá e fantasia.

C’è attenzione per i giovani in Brasile?
Il calcio in Brasile é praticamente l’unico sport praticato dai ragazzi, solo da poco tempo c’é stata una crescita della pallavolo dovuta ai buoni risultati della Nazionale verde-oro.
Tutti i ragazzi giocano al calcio e sognano di guadagnare soldi per risolvere i problemi della propria, spesso assai numerosa,famiglia. Negli ultimi dieci anni, l’affermazione di molti giocatori brasiliani in Europa ha incentivato ancora di piú i giovani a tentare la fortuna.
Lo stesso interesse si é sviluppato anche tra i procuratori o impresari che vanno alla ricerca di giocatori, che vengono poi offerti ai vari club e societá.
Le società stesse hanno migliorato e incrementato i Settori Giovanili: oggi una societá brasiliana puó sopravvivere solo se vende giocatori all’estero.
Questo fatto ha portato a diminuire la quantitá dei ragazzi nei vivai a favore della qualitá.
Oggi, grazie alla ricerca della qualità, i ragazzi che iniziano nella societá dalla categoria Pulcini hanno maggiori possibilità di passare poi nelle categorie superiori mentre, se prima si riusciva a trovare 6 o7 giocatori per anno nella cattegoria Allievi, oggi se se ne trova 1 o 2 é giá un buon risultato.
Questo fa capire come siano migliorate le strutture e i sistemi di allenamento, che avvantaggiano i ragazzi che possono poi approdare e crescere nelle grande societá.

Com’è l’ambiente all’interno del Suo attuale Club?
Il Cruzeiro Esporte Club, é stato fondato nel 1921 da emigranti italiani.Si chiamava Palestra Italia ed ha cambiato nome nel 1942 a causa della seconda Guerra Mondiale.
Il Cruzeiro é la societá con la miglior struttura del Brasile grazie alle varie figure di grandi presidenti che hanno saputo valorizzare i capitali del club. Oggi é un potenza: il nuovo centro di allenamento della prima squadra é il piú bello del Sudamerica! Noi delle giovanili abbiamo ereditato tutta la struttura della prima squadra, un centro completo che giá era all’avanguardia da tempo: la nazionale Brasiliana dell’82 si era preparata qui.
Tutto questo per dire che non mancano i mezzi per sfornare atleti di alto livello.
L’ambiente di lavoro é armonioso, il nostro direttore, il Sig. Fausto Queiroz, é una persona di grande capacità. Ronaldo, per esempio, era stato posto sotto contrattato proprio da lui per i nostri allievi, solo per citare uno dei grandi giocatori che il Cruzeiro ha formato.Un dirigente esigente che dirige una delle più organizzate scuole calcio del mondo.
I ragazzi sono allogiati all’interno del centro di allenamento e la società ha allestito una scuola all’interno del centro stesso. C’è un completo reparto medico ,incluso il dipartimento dentistico e la fisioterapia. Il ristorante del centro si avvale di un nutrizionista che cura il vaiato menù mensile. Vi sono poi la psicologa e la pedagoga che collaborano nell’educazione dei ragazzi, specialmente i piú giovani di 12 e 13 anni che vivono lontano dai genitori e a volte soffrono di nostalgia.
Praticamente é una grande famiglia formata da 140 ragazzi e circa 60 dipendenti, fra staff tecnico, supervisori, osservatori, dirigenti, giardinieri ecc.
Il Cruzeiro, in collaborazione con il Banco do Brasil, ha creato circa 250 scuole calcio in tutto il Brasile, che aiutano a selezionare i 2000 ragazzi che in media osserviamo all’anno. Il Cruzeiro oggi é una delle societá dove qualsiasi ragazzo brasiliano che sogna di giocare al calcio vorrebbe iniziare.

La Scuola brasiliana allenatori effettua seminari di aggiornamento? Lei vi partecipa?
Qui in Brasile la situazione é molto confusa: la C B F, che é l’equivalente della nostra F I G C, ancora non si é decisa a prendere in mano la situazione e centralizzare l’organizzazione degli allenatori professionisti.Quindi ancora oggi, in ciascuno degli Stati che formano la confederazione brasiliana, esistono ed operano differenti organi che, autonomamente, organizzano corsi di aggiornamento. Nel mio caso, ho fatto un primo corso di 300 ore per ottenere l’ idoneitá alla professione di allenatore presso l’UFMG-Universitá Federale Minas Gerais. Tra i vari relatori del corso ho avuto Luiz Felipe Scolari, Wanderley Lussemburgo, Telesantana ed altri tecnici che operano tutt’ora nella serie A e B brasiliana.
L’UFMG mi ha poi invitato a frequentare i corsi successivi, dove ho avuto il piacere di scambiare le mie esperienze con i futuri allenatori professionisti del Brasile.
In questi giorni sto completando l’inscrizione all CREF, che é l’organizazione statuale che rilascia il titolo per poter svolgere l’attività di tecnico professionista. È mia modesta opinione che il Brasile dovrebbe prendere esempio dalla nostra F I G C e copiare il nostro sistema organizzativo, che ritengo sia uno dei piú organizzati del mondo.

Cosa ne pensano i tecnici brasiliani della Scuola Italiana?
Gli allenatori di nome, come per esempio Carlos Alberto Parreira che ha fatto degli stage in Italia presso il Settore Tecnico della FIGC, ne parla un gran bene ed anche lui afferma che l’organizzazione Italiana é la strada che il Brasile dovrebbe seguire.
In generale i tecnici brasiliani hanno un grande rispetto della scuola italiana, anche se ancora ci portiamo dietro la fama di disputare il campionato piú difensivo del mondo. Però, per quanto riguarda gli aspetti di disciplina tattica, siamo tra i piú ammirati:tutti sanno che fare gol nel campionato italiano é difficile.
Ultimamente con l’avvento dei media, che passano alla Tv la Champion League e grazie alle belle prestazioni delle squadre italiane, nutrono molto rispetto, anche perché ci sono molti giocatori brasiliani che giocano in Italia. Molti colleghi mi dicono che sognano di poter fare un corso di aggiornamento o uno stage in Italia.

Ha notato differenze tra le dirigenze dei club in Brasile ed in Italia?
Sí, ci sono molte differenze: qui in Brasile i club calcistici sono diretti da presidenti e consiglieri che gestiscono il capitale dei club senza esserne responsabili in prima persona.
Se ad esempio cé una cattiva gestione e la società si riempie di debiti, nessuno dice niente, di consequenza chi assumerá la carica in seguito avrà difficoltà a sanare la società. Va anche detto che qui é come in Italia dove, se i conti delle societá non sono in attivo, qualcuno deve pagare o si corre il rischio di essere retrocessi al dilettantismo, o alla vendita della societá ad altri azionisti.
Questo é uno dei motivi della grande crisi finanziera del calcio brasiliano: la maggior parte delle societá ha pesantissimi debiti e moltissime societá non hanno i soldi per poter pagare gli stipendi di giocatori e dipendenti, un grande caos, ma di sicuro pian pianino anche qui dovranno organizzarsi meglio. Questo é il grande vantaggio che ho lavorando al Cruzeiro Esprte Club, che é uno dei pochi club che ha una gestione finanziaria ancora molto sana.

Ha intenzione prima o poi di rientrare in Italia?
I miei genitori vivono ancora in Italia, di cui ho una certa nostalgia.Sono molto soddisfatto di quello che da solo sono riuscito a fare, praticamente da solo, qui in Brasile: quando sono arrivato non conoscevo nessuno e sono approdato al Cruzeiro, la squadra ambita da tutti i tecnici, grazie solo alle mie capacità ed alla mia costanza. Questo mi fa sentire molto orgoglioso. È bello poter collaborare alla crescita dei futuri campioni che calpesteranno i tappeti verdi degli stadi di tutto il mondo. Se mai accadrà, voglio essere a San Siro il giorno in cui qualche mio ragazzo giungerà a giocare per l’ Inter o per il Milan, sarebbe una grande sodisfazione.
Anche se a volte comincio a sentirmi in casa qua in Brasile, la voglia di tornare in Italia c’é.Spero che questa mia esperienza sudamericana mi sia di aiuto una volta decidessi di tornare a lavorare nel mio Paese.

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