l'allenatore

Preparazione Atletica 

L'elettrostimolatore come moltiplicatore dell'allenamento di forza

di Freddy Romano*

La possibilità di migliorare la forza tramite l’elettrostimolazione neuromuscolare è tuttora molto discussa negli ambienti sportivi; tale metodica è accettata come utile per la rieducazione funzionale in fisioterapia ma la sua utilità per migliorare le qualità della forza in un atleta di alta prestazione non è affatto riconosciuta universalmente.
A questo punto, però, nasce spontanea una domanda: se l’elettrostimolatore è efficace nell’incrementare la forza delle cellule muscolari di un arto reduce da un intervento chirurgico perché non dovrebbe, a maggior ragione, essere efficace sulle cellule muscolari di un arto sano?
È chiaro che la prestazione sportiva è data da un insieme di capacità: tecniche, atletiche, psicologiche e, in alcuni sport, tattiche; la forza è quindi una delle componenti atletiche, alle volte indispensabile per la prestazione, ma non è l’unica.
Migliorare la forza muscolare non significa, dunque, sciare meglio o giocare meglio a calcio, ad esempio, e di conseguenza, elettrostimolare un muscolo, migliorandone la forza, non significa migliorare necessariamente la prestazione.
Affinché l’allenamento con l’elettrostimolatore sia realmente efficace, è indispensabile avvalersi di uno strumento con determinate caratteristiche e in grado di produrre una certa quantità di lavoro. I due aspetti fondamentali che contraddistinguono un’apparecchiatura che stimoli elettronicamente in modo corretto sono: la sicurezza e l’efficacia. Per poter essere sicura ed efficace l’elettrostimolazione dovrà essere prodotta da un generatore di corrente costante capace quindi di vincere le resistenze modificando la tensione e non la quantità di corrente. Così facendo si riprodurrà un impulso elettrico uguale a quello del sistema nervoso evitando, al contempo, gli effetti di ionizzazione ed ustione dei tessuti. Un parametro molto importante per l’efficacia dell’allenamento con l’elettrostimolatore è rappresentato dall’intensità di stimolazione che è direttamente proporzionale al numero di fibre coinvolte; vale a dire che maggiore è l’intensità di stimolazione maggiore è l’effetto allenante. Per tale motivo viene considerata come “ideale” l’intensità massima sopportabile, valore che deve essere raggiunto gradualmente ed aumentato poi a mano a mano che ci si abitua alle nuove sensazioni, sia durante la seduta stessa sia tra una seduta e l’altra. Un secondo parametro fondamentale è rappresentato dalla frequenza ovvero dal numero di impulsi al secondo. In merito alla regolazione dell’intensità della stimolazione, infatti, vi sono alcune interpretazioni che vorrebbero attribuire all’intensità, che corrisponde alla profondità del campo elettrico e quindi al numero di unità motorie interessate alla stimolazione, la funzione rappresentata invece dalla frequenza.
È chiaro che ad un maggior numero di motoneuroni interessati, corrisponderà la contrazione di più fibre muscolari e quindi un migliore allenamento, ma solo dal punto di vista quantitativo, in quanto la qualità dell’allenamento è garantita dalle frequenze:
- -frequenze basse: reclutamento delle fibre lente;
- -frequenze alte: reclutamento anche delle fibre veloci.
Possiamo affermare dunque che l’intensità rappresenta l’aspetto quantitativo dell’allenamento con l’elettrostimolatore mentre la frequenza quello qualitativo.
Trascriviamo, di seguito, una tabella indicativa di allenamento della forza da svolgere durante il periodo di preparazione e dunque lontano da allenamenti specifici e da eventuali impegni agonistici:
- -tre sedute alla settimana del programma FORZA (da 50 a 75 Hz) per i mesi di preparazione alla stagione agonistica;muscoli da trattare: gluteo – --quadricipite - ischio crurali - polpacci
Intensità massima sopportabile (da abbinare a due sedute di allenamento della forza da effettuarsi con le macchine isotoniche in sala pesi);
- --mantenimento durante la stagione agonistica: una seduta alla settimana del programma FORZA ESPLOSIVA (da 100 a 120 Hz); muscoli da trattare: gluteo – quadricipite - ischio crurali - polpacci
Intensità massima sopportabile (da abbinare a due sedute di allenamento della forza da effettuarsi con le macchine isotoniche in sala pesi).

* Preparatore Atletico