AEFCA | Alliance Of European Football Coaches Associations


n° 04 - anno 2009
Indice generale




primo piano 

Europeo rosa, Italia tra le grandi
di Andrea Morandi

Il grande sogno azzurro rosa all’Europeo finlandese si è interrotto a Lahti, il 4 settembre scorso, ai quarti di finale, a un minuto dalla fine del big match contro la formidabile Germania (alla fine di nuovo in trionfo), quando la Panico, bandiera del nostro calcio, ha sfiorato il pareggio che avrebbe portato l’Italia di Ghedin ai supplementari. È arrivata invece una sconfitta per 2-1. E l’Italia delle donne è uscita dalla competizione dopo aver battuto l’Inghilterra all’esordio e aver spaventato lo squadrone tedesco, le due squadre poi arrivate in finale.


L’Italia rosa all’Europeo.
Due stati d’animo contrastanti in casa azzurra: l’amarezza per la grande occasione sfiorata, e la soddisfazione per aver giocato una partita tatticamente perfetta e compiuto un percorso senza precedenti. “Siamo pronti a spiccare il volo” ha annunciato il presidente della Divisione Femminile e capo delegazione Giancarlo Padovan con orgoglio. “Resta un po’ di amaro in bocca perché all’ultimo secondo quel colpo di testa della Panico meritava il gol e ci avrebbe dato la gioia di andare ai supplementari contro una squadra come la Germania, che abbiamo affrontato alla pari giocando una partita tatticamente perfetta. È finito il tempo in cui l’Italia femminile perdeva le gare con quattro o cinque gol di scarto; anche contro la Germania c’è stato grande equilibrio, non mi ricordo un Europeo di questo genere, è stata senza dubbio un’avventura altamente positiva”. Stesso stato d’animo per il commissario tecnico Ghedin: “Siamo usciti con grande onore anche se sono un po’ amareggiato per quel gol che ci ha negato il portiere tedesco. Devo fare i complimenti alle ragazze, si sono battute alla grande, con grinta e determinazione”.
Sono stati novanta minuti giocati ad alto livello, con le azzurre che hanno affrontato la Germania senza timori reverenziali. Anche dopo la prima rete della Grings, una doccia fredda, sotto una pioggia battente, dopo appena 4 minuti di gioco. Le tedesche restano pericolose sulle palle alte per una evidente superiorità fisica. Primo tempo, comunque, equilibrato.

Ripresa che si apre con la seconda rete della Grings, al 2’, che, favorita da una sfortunata deviazione in area, realizza di piatto destro. Ma l’Italia, cuore e carattere, non si dà per vinta e cerca con ogni mezzo di riprendere in mano il risultato. E al 18’, il capitano delle azzurre Patrizia Panico accorcia le distanze: azione in velocità della Gabbiadini, palla centrale per la Panico che regala uno dei suoi numeri, stoppa la palla, entra in area, supera l’avversaria e con un diagonale sul secondo palo scavalca il portiere. L’Italia sente di potercela fare e gioca il tutto per tutto. In pieno recupero ancora la Panico stacca perfettamente di testa, ma il portiere tedesco compie il miracolo deviando sulla traversa. Un vero peccato: dopo il cammino compiuto nel girone, battute avversarie come l’Inghilterra e la Russia, le Azzurre avrebbero meritato di andare ai supplementari e di tentare l’impresa.
Sulla carta del resto questo Europeo si presentava come una missione impossibile. La Germania è una squadra che ha vinto tutto, l’Italia deve ancora completare il suo percorso di crescita. Ma la Nazionale delle donne ripartiva da un risultato che ha fatto storia: l’impresa compiuta due anni fa all’Algarve Cup, quando le azzurre sconfissero le tedesche nella finale per il 7° e 8° posto grazie ad un gol realizzato da Silvia Fuselli, l’attaccante laureata in tossicologia.
Prima della sconfitta con le tedesche c’erano però stati due momenti esaltanti. Allo stadio Olimpico di Helsinki le azzurre avevano battuto la Russia con un netto 2-0 (Gabbiadini-Zorri), conquistando il secondo posto nel girone. Era stato questo successo, la degna reazione alla sconfitta nella seconda partita del gruppo C, lo 0-2 contro la Svezia allo stadio di Turku. Ma la nazionale di Ghedin, come già ricordato in apertura, aveva inaugurato alla grande la sua avventura con una vittoria prestigiosa e convincente contro l’Inghilterra, battuta 2-1 a Lahti al termine di un incontro appassionante e giocato in maniera tatticamente impeccabile, e col risultato ribaltato dalla solita super Panico e da un gran gol con tiro da lontano della Tuttino.
Una spedizione quella azzurra iniziata anche con qualche problema, visto che il ct aveva dovuto rinunciare a Pamela Conti colpita da influenza, senza dubbio importante vista l’esperienza internazionale della centrocampista dell’Espanyol. Ghedin aveva dovuto anche affrontare la questione portiere, puntando alla fine sulla Picarelli, scelta rivelatasi azzeccata.




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