AEFCA | Alliance Of European Football Coaches Associations


n° 06 - anno 2009
Indice generale




l'allenatore sul campo 

Genoa: dalla B all'Europa
di Maurizio Viscidi, Francesco Perondi e Massimo Lucchesi

Ringraziamo di cuore Mr. Gasperini e insieme a lui tutti i componenti dello staff tecnico del Genoa per averci permesso di vivere ed approfondire il lavoro settimanale del gruppo allo scopo di redigere un prezioso contributo che sicuramente incontrerà il gradimento e l’interesse dei moltissimi tecnici che leggono la presente rubrica.
L’accoglienza del Mister e di tutti i collaboratori è stata veramente eccezionale e ciò ha reso la nostra visita, oltre che interessantissima da un punto di vista professionale, ricca ed estremamente piacevole in ogni aspetto.
È stato davvero gratificante poter passare alcuni giorni a Pegli e cogliamo l’occasione per esprimere la nostra più sentita gratitudine a tutti.

Introduzione
Quella attuale rappresenta per Gian Piero Gasperini la quarta stagione alla guida del Genoa. Dopo la conquista della serie A nella stagione 2006-2007 a braccetto di Napoli e Juve, l’ottenimento della salvezza “anticipata” nel campionato 2007-2008, attraverso l’espressione di un gioco spesso spumeggiante, e la conquista di uno straordinario quinto posto nella stagione scorsa, il Genoa, anche in questo campionato, pur dovendo settimanalmente “assorbire” l’impegno e le fatiche delle gare di Europe League, sta confermandosi squadra in grado di praticare un calcio di grande qualità e spettacolarità.
Anno dopo anno il Genoa è riuscito a progredire e migliorare e ciò, oltre a confermare la bontà del lavoro del tecnico piemontese, ha avuto importanti ripercussioni sull’autostima della squadra. Un progetto tecnico di spessore, che può contare sulla stima e sull’apprezzamento della società e della piazza, rappresenta un valore aggiunto per quelle che sono le abitudini e la tendenza del calcio italiano e può contribuire in maniera determinante a far crescere il valore della squadra, ben sapendo che prima delle motivazioni è la consapevolezza delle proprie potenzialità la base imprescindibile senza la quale è molto complicato poter raggiungere obiettivi che sino a qualche anno fa sembravano pura utopia.

Lo staff
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Il Genoa si allena a Pegli presso le strutture del campo Pio XII. Il complesso, intitolato allo storico capitano rossoblu Gianluca Signorini, si compone di un campo di allenamento a undici, di un campo in sintetico di dimensioni ridotte e mette a disposizione dello staff una palestra ben attrezzata e un centro-benessere. Sempre all’interno della struttura si trovano la sede e gli uffici della società presso una splendida dimora cinquecentesca di elevato profilo artistico, Villa Rostan.
L’allenatore genoano Gian Piero Gasperini si avvale di un staff composto da Bruno Caneo (vice-allenatore), Tullio Gritti e Maurizio Venturi (collaboratori tecnici), mentre Gianluca Spinelli ricopre il ruolo di preparatore dei portieri. La preparazione atletica della squadra è invece affidata a Luca Trucchi ed Alessandro Pilati, mentre Paolo Barbero opera in veste di rieducatore.

Dopo la seduta pomeridiana del mercoledì Gian Piero Gasperini, con grande gentilezza e disponibilità, ci invita nel suo studio. Dopo i saluti, la conversazione tocca subito specifici temi tecnici e non passa molto tempo perché ci rendiamo conto che, oltre l’armonia e la serenità dell’ambiente, dovute all’affiatamento consolidato negli anni di lavoro in comune, c’è tanta organizzazione e cura del particolare: sala video, raccolta di dvd, computer in rete, scanner, stampanti ecc. ci danno la misura dell’importanza che viene riservata alla analisi in ogni sua parte della partita propria e degli avversari (match analysis). Sono diversi anni che Mister Gasperini adotta questo sistema e ci dice che possiede oramai un database molto importante.
Il Mister, con la riconosciuta competenza, ci consente inoltre di approfondire alcuni aspetti legati alla filosofia di gioco della squadra ligure: “Il sistema di gioco che prediligo è il 3-4-3 perché mi permette di difendere in superiorità numerica nella zona centrale e di offendere con tre punte, una centrale e due laterali, in modo che sia più semplice ed efficace organizzare i movimenti degli attaccanti e fare in modo che almeno due di essi possano vedere la porta per attaccare la profondità. La squadra deve comunque essere pronta e capace di adattarsi alle situazioni: se per esempio gli avversari schierano un solo riferimento offensivo, può essere controproducente avere tre difensori centrali e in questo caso passo solitamente alla difesa a quattro, allargando un centrale ed abbassando un laterale. A me piace che la squadra abbia personalità, iniziativa e quando possibile sia in grado di comandare il gioco. Per ottenere ciò, durante la settimana curo in particolare il possesso di palla e la fase di attacco. Anche in fase difensiva chiedo però ai giocatori di non essere passivi e cerchiamo di curare i particolari: nel primo scorcio di questa stagione abbiamo per esempio riscontrato che la squadra ha una buona tenuta ed è reattiva in fase di transizione negativa, mentre non siamo sempre così attenti quando abbiamo i reparti schierati. Se posso porto anche dieci uomini sotto la linea della palla e comunque mai meno di sette. Alleno i difensori a marcare d’anticipo per evitare che le punte avversarie ricevano agevolmente; per fare questo i difensori devono imparare a prender posizione su linee esterne e all’inizio chi proviene dalla difesa a quattro fa fatica.



Durante la settimana prediligo lavorare in maniera situazionale utilizzando sempre la palla. Il lavoro analitico e l’allenamento-ombra 11 contro 0 lo faccio svolgere per lo più in ritiro, per esercitare tempi e smarcamenti. In linea di massima, il nostro microciclo prevede una ripresa al martedì che comprende già esercitazioni tecniche e tattiche. Il mercoledì sviluppo prevalentemente un lavoro per reparti, mentre il giovedì disputiamo un’amichevole coi dilettanti o la squadra Primavera. Il venerdì ed il sabato ci concentriamo invece sulla preparazione della gara da affrontare. Ovviamente gli impegni in Europa o comunque le gare infrasettimanali stravolgono il tutto. Mentre in Italia le partite sono più tattiche, in Europa l’intensità del gioco è superiore. A noi è capitato spesso di confrontarci con squadre che indipendentemente dal risultato non mollano mai e danno tutto, con grande generosità, fino al novantesimo. La struttura fisica dei giocatori di caratura internazionale è diversa, e questo aspetto lo senti anche nelle situazioni di palla inattiva. Credo inoltre che le squadre europee possano esprimersi senza una particolare tensione legata al risultato e questo, accompagnato anche dalla tendenza arbitrale di far giocare, rende i ritmi di gioco superiori rispetto a quelli del campionato italiano. In Italia le pressioni sono invece superiori e ciò alza il livello dell’attenzione di ogni squadra, tant’è che nessun incontro è scontato. In questa stagione una novità rispetto al passato è la tendenza di alcune squadre di lasciare, in fase di non possesso, più giocatori sopra la linea della palla. Questo atteggiamento può portare le squadre ad allungarsi e ad avere più spazi per giocare.

LA PREPARAZIONE DEI PORTIERI DEL GENOA: LINEE GUIDA GENERALI
Con Gianluca Spinelli, preparatore dei portieri del Genoa FC da sei anni e recentemente premiato dalla Apport come miglior preparatore della stagione 2008-2009, approfondiamo alcuni aspetti del suo lavoro specifico.
“Sono al servizio dell’allenatore e il mio compito è quello di mettere il portiere nelle condizioni di integrarsi e interagire con i suoi compagni di squadra in un preciso contesto tattico richiesto al portiere dall’allenatore. Il modello prestativo dipende quindi direttamente dalle richieste della squadra e dalle esigenze del gioco. Concretamente richiediamo al portiere di interpretare il ruolo in modo attivo e propositivo, sempre in relazione con la linea dei difensori e pronto a coprire e attaccare gli spazi. Notevole importanza riveste poi la fase d’impostazione del gioco e quindi i tempi e i modi di trasmissione della palla. Mi occupo dell’aspetto condizionale (al quale do molta importanza) coadiuvato dai preparatori e fisso degli obiettivi tecnici per il raggiungimento del modello prestativo di cui sopra. Tutte le progressioni didattiche, le esercitazioni proposte agli atleti hanno una funzione propedeutica e non avrebbero senso se non si concludessero con una loro trasposizione in un contesto che rispecchi situazioni reali legate alla gara (transfer nella situazione). Non si può prescindere dalla squadra e dal suo lavoro.”

IL MICROCICLO ATLETICO STANDARD
Quello a cui abbiamo assistito e che abbiamo riferito può essere considerato un microciclo atipico: il fatto che in questa stagione il Genoa prenda parte all’Europe League fa sì che difficilmente Gasperini e lo staff tecnico abbiamo a disposizione una settimana tra un impegno e il successivo. Qui di seguito sono evidenziate le linee guida seguite dallo staff.
Martedì seduta di buona intensità prettamente tecnico-tattica con integrazioni a “secco” per chi non ha giocat (in questa stagione, visto il calendario fitto di incontri, quale integrazione per i giocatori poco o non utilizzati si fanno lavori al termine delle partite, oppure vengono convocati al lunedì. I mezzi previsti sono le partitelle a tema e i possessi-palla.
Mercoledì - mattino allenamento di forza in palestra, orientato individualmente in tre direzioni: esplosiva, resistente, massimale dinamica; la forma utilizzata è la concatenazione che contiene in sé la “trasformazione” classicamente intesa; ecco allora l’alternanza fra sovraccarico e gesto esplosivo, salti in orizzontale e verticale, pliometrico, reattivo. Va inoltre evidenziato che da anni qui al Genoa si è intrapreso un percorso che privilegia l’uso dei carichi liberi, bilancieri e manubri, in vari esercizi quali la girata, lo strappo, lo squat. Si propongono anche mezzi di forza veloce quali le salite ed il traino.
Mercoledì - pomeriggio seduta di allenamento tecnico-tattico associata al lavoro fisico (prevalentemente potenza aerobica). Vengono alternate partitine su spazio ridotto a lavori aerobici di tre tipi:
1. quattro-sei serie per 4' di corsa continua al 90-92% della FcMax, recupero individuale una volta scesa la frequenza al 75% della FcMax (se non è alternato alle partitelle);
2. intermittente con distanze dai 50 ai 300 m, eseguite al 100-120% della VAM, per uno sviluppo totale di 3000/3500 metri;
3. ripetute sui 300/400 metri al 105-115% della VAM, per uno sviluppo totale di 3000/3500 m.
Possono essere proposti anche lavori lattacidi in forma di navette a varie distanze (3, 5, 8, 10 metri) a formare un tempo di 8''-10'' con un recupero 1/3-1/4 , per una distanza totale di 700-800 metri.
Giovedì viene programmata un’amichevole con una squadra dilettanti o del settore giovanile; tutti giocano almeno 45' e a seguire viene svolta una seduta di potenziamento della parte alta del corpo (pettorali, dorsali, braccia…).
Venerdì la seduta di allenamento è tecnico-tattica, con un richiamo aerobico: 8' di intermittente o corsa con variazioni di ritmo.
Sabato il riscaldamento è svolto con mobilizzazioni di anca e busto associate ad andature e stretching dinamico;
palle inattive inserite in brevi partitelle; in palestra: un richiamo di forza esplosiva con girate, strappi, squat, oppure lavori controllati al Real Power su picco di potenza.
Valutazioni e controlli utilizzati per la preparazione fisica in questa stagione: parametri aerobici, FcMax e VAM, con il test di Brue; la capacità di sprint sui 10 e 15 metri con le fotocellule e un test isocinetico per forza ed equilibrio muscolare fra gli arti inferiori. Inoltre il sistema Delos per la capacità di equilibrio e propriocezione. Viene fatta la rilevazione settimanale del peso corporeo e stabilita la percentuale di grasso con rilevazione della plicometria in dodici punti.


Maurizio Viscidi
Nato a Bassano del Grappa il 18 maggio 1962.
Allenatore professionista di prima categoria-uefa pro, diplomato con lode all’isef di Padova con la tesi “La tattica nel calcio”. Ha allenato le seguenti squadre: Padova giovanili, Milan primavera, Casarano, Lodigiani, Viterbese, Treviso, Lucchese in serie C1; Pescara, Vicenza e Modena in serie B.
Autore del cd “Come fare goal, teoria e didattica” e di numerosi articoli di argomento tattico per riviste specializzate in Italia e all’estero. Relatore ad innumerevoli corsi, convegni e seminari di aggiornamento per allenatori.
Massimo Lucchesi
Nato a Viareggio il 25 gennaio 1968.
Allenatore di base. Autore di numerosi libri e dvd inerenti gli aspetti tecnico-tattici del gioco del calcio tradotti e pubblicati anche in inglese, tedesco, russo, greco e croato.
Editore e direttore del sito www.allenatore.net e della omonima casa editrice. Ha partecipato come relatore a numerosi seminari, prevalentemente all’estero.

Francesco Perondi
Nato a Poggio Rusco (Mantova) il 27 agosto 1954.
Diplomato all’ISEF di Bologna nel 1980 (110/110) con una
tesi sul calcio. Abilitazione FIGC nel 1991 di preparatore atletico professionista di calcio, UEFA-pro. Ha lavorato a Carpi, Mantova, Modena, Perugia, Napoli, per otto anni al Bologna e poi Verona, Reggina, Torino. Ha un blog di preparazione fisica nel calcio: fperondi.blogspot.com.


Associazione Italiana Allenatori Calcio
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