Pierluigi Casiraghi guiderà la Nazionale Under 21 per un altro biennio. L’accordo è arrivato quando era ancora calda la delusione per l’eliminazione in semifinale dall’Europeo di categoria per mano della Germania (poi regina). Questa è la manifestazione in cui per tradizione siamo vincenti: abbiamo conquistato cinque delle sedici edizioni, nessuno come noi. Ritrovarsi e firmare così a caldo significa dar vita ad un accordo convinto e ponderato. Il messaggio del presidente federale Abete era arrivato subito: “Se Casiraghi avrà le motivazioni giuste per iniziare un nuovo percorso, la Federazione accompagnerà volentieri questo tipo di percorso. È una situazione che affronteremo nei prossimi giorni e potremmo essere più precisi nel corso della settimana”. Di lì a poco il comunicato di conferma. E così l’ex-attaccante di Juventus e Lazio, arrivato nel 2006, porterà la nuova Under 21 all’appuntamento dell’Europeo 2011 in Danimarca: gli azzurrini sono inseriti nel Gruppo 3 di qualificazione insieme a Galles, Ungheria, Bosnia-Erzegovina e Lussemburgo.
Una grande vetrina di talenti, come insegna la storia di questa manifestazione, dove i Golden Player votati alla fine di ogni Europeo sono stati, tra gli altri, Voeller, Hateley, Blanc, Suker, Figo, Cannavaro, Pirlo, Cech, Gilardino, Huntelaar e Drenthe. Stavolta la copertina è toccata allo svedese Marcus Berg, capocannoniere con sette reti, al portiere della Germania Manuel Neuer, destinato a difendere i pali della nazionale maggiore, a Lee Cattermole, motore del centrocampo inglese, ai nostri Motta e Giovinco. Sono cinque delle dieci stelle incoronate dall’UEFA. Così come il goal di Balotelli con la Svezia (dribbling a rientrare che manda a vuoto un difensore e tiro angolatissimo) figura tra le cinque perle più votate.

Pierluigi Casiraghi CT dell’Under 21, dialoga con Mario Balotelli durante un allenamento |
L’Europeo ha premiato il pragmatismo della squadra tedesca, votata ad uno schieramento tattico più prudente, il 4-1-4-1 che in qualche circostanza si è trasformato in 4-4-2 (per esempio contro l’Italia in semifinale). Per il resto questo Europeo ha mostrato molte squadre sbarazzine, votate all’attacco, con la ricerca di schemi offensivi e di trame mirate alla finalizzazione più brillante. Squadre costruite con almeno due punte e il trequartista, o due trequartisti dietro il terminale offensivo, oppure tre punte. Vedi l’Italia con il 4-3-2-1 e Balotelli-Giovinco alle spalle di Acquafresca; o il 4-3-3 degli inglesi con il tridente Milner-Agbonlahor-Walcott; o quello della Serbia con Tosic-Veljovic-Sulejmani; o il 4-2-3-1 della Bielorussia che ha messo Afanasiev, Krivets e Kovel a supporto di Yurchenko. Oppure la camaleontica Spagna, passata dal 4-3-3 con Adrian Lopez-Jurado-Bojan tridente offensivo al 4-2-3-1 con Sisi-Granero e Jurado alle spalle di Bojan, la stella del Barcellona. Più coperti il 4-4-2 della Svezia, il 4-4-1-1 della Finlandia.
Castro, Ozil e Wagner (doppietta) hanno acceso la Germania nella finale contro l’Inghilterra, stradominata con il risultato di 4-0. L’Italia dopo il pareggio senza goal con la Serbia ha battuto la Svezia 2-1 (Balotelli e Acquafresca) e la Bielorussia (doppietta della punta passata dal Genoa all’Atalanta subito dopo l’Europeo). Poi la sconfitta in semifinale ad opera di Beck. E la fine di un sogno. Un sogno nel quale hanno creduto lo staff e tutti i giocatori: Consigli, Motta, Andreolli, Criscito, Morosini, Acquafresca, Giovinco, Bocchetti, Candreva, Balotelli, Cigarini, Sirigu, Seculin, Marzoratti, Abate, Ranocchia, Pisano, Poli, Cerci, Paloschi, Dessena, Marchisio, De Ceglie. Ora si aprirà un nuovo ciclo. A Casiraghi e al suo gruppo, in parte rinnovato, tocca la nuova sfida. E la voglia di vincerla si fa già sentire. Anche perché l’Italia all’ultimo Europeo ha dimostrato un bel calcio. Ed è giusto ripartire da lì.
* Fabio Massimo Splendore Giornalista del “Corriere dello Sport-Stadio”
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