AEFCA | Alliance Of European Football Coaches Associations


n° 02 - anno 2006
Indice generale




attualità 

La settimana di preparazione dei portieri Pulcini ed Esordienti
di Claudio Del Ciello*

Anche per quanto riguarda i giovanissimi portieri di questa fascia d’età (pulcini ed esordienti) credo non sia opportuno parlare di vera e propria preparazione pre-agonistica, ma casomai di un “riavvicinamento al gioco del calcio” e più specificatamente al ruolo del portiere.
Dopo un’estate passata con amichetti e cugini al mare o ai monti, magari distratti anche dalle prime piccole cotte infantili, il ritorno al gioco del calcio non ha bisogno di nessun tipo di “preparazione” perché sarà proprio la grande passione per questo gioco che farà da irresistibile calamita verso il giusto approccio didattico alla nuova stagione.
Probabilmente durante l’estate i ragazzi si saranno cimentati in tante altre attività, dalle più semplici come le passeggiate in bici o le nuotate al mare alle più complesse come le arrampicate in montagna o le escursioni a cavallo; tutto sarà stato senza dubbio accompagnato, oltre che dalle classiche partitine a calcetto, anche da esperienze in altri sport tipo il tennis, il beach-volley, il basket ecc. …
Una vacanza così “movimentata” rappresenta già da sé l’ideale “preparazione” al ruolo del portiere, visto che in futuro gli verranno richieste una serie quasi spropositata di abilità tecniche, tattiche e psicomotorie.
Il ruolo del portiere col tempo infatti andrà rivestendosi di tali e tante implicazioni di carattere tecnico e psicologico che, nella settimana che precede l’inizio dell’attività e che andremo ad esaminare, dovremmo “limitarci” a cercare di ottenere la riconferma della scelta del ruolo da parte dei ragazzi…e non sarebbe un successo di poco conto!
Potrà sembrare strano ma rientra invece nella normalità statistica il fatto che, proprio a questa età e proprio per un ruolo così complesso, un bambino non adeguatamente sollecitato possa chiedere di cambiare ruolo.
Obiettivo primario quindi per l’allenatore specifico diventa in questa settimana quello di “affascinare” ancor di più il ragazzo, accompagnandolo nel suo percorso didattico in modo che egli rimanga coinvolto totalmente dalle tante sfaccettature che il ruolo nasconde per fare in modo che la sua scelta divenga definitiva.


disegno A


disegno B


disegno C
In questa “settimana d’approccio” consigliamo di utilizzare soltanto la mattina per le attività che andremo ad espletare le quali saranno sì a carattere generale e multifunzionali, ma cercheremo sempre di inserire nel loro interno le sei grandi sezioni di tecnica specifica del ruolo, che ricordiamo sono la presa, la deviazione, la respinta, l’uscita, il rilancio ed il tuffo.
Tutti questi gesti tecnici saranno inseriti in un contesto sempre assolutamente ludico e globale vale a dire che le esercitazioni dovranno essere particolarmente divertenti e poi coinvolgere tutti i portieri presenti, anche perché trovare differenze applicative tra il pulcino e l’esordiente in questa fase sarebbe veramente esercizio particolarmente sottile, complesso e forse anche controproducente.
Alcune valutazioni antropometriche, qualche test coordinativo tipico del ruolo ( ad es. corsa incrociata e stacco con gamba omolaterale) e la giocosa sperimentazione dei primi gesti di preacrobatica (rotolamenti, capovolte ecc.) possono riempire le sedute di allenamento in modo diverso, ma tutto deve poggiare su una base estremamente ludica, altrimenti si rischia di avere un “rigetto immediato” se l’approccio didattico è di carattere nozionistico-prescrittivo.
Ad esempio con le partite di calcio/tennis/pallavolo (vedi disegno A) i portieri possono palleggiare liberamente nella propria metà campo sia con i piedi che con le mani (potendo indirizzare però la palla nel campo avversario solo con i piedi o di testa); questo esercizio permetterà ai ragazzi di ritrovare il contatto con il pallone attraverso tutte le parti del corpo inducendoli soprattutto a sviluppare una maggiore sensibilità e rendendo il gioco propedeutico per il controllo e la trasmissione della palla con i piedi e per la presa per quanto riguarda l’utilizzo delle mani.
Tenendo conto che questo gioco può essere effettuato anche utilizzando palloni di grandezza e peso diversi, si intuisce l’importanza dell’esercizio per ciò che concerne la capacità di modulare forza e sensibilità e sensibilità degli arti inferiori e superiori.

Nelle partite di calcio-basket (vedi disegno B) invece due squadre a turno e per un periodo di tempo stabilito, attaccano una porta da calcio e difendono un canestro da basket; naturalmente il campo è diviso in due parti e nella zona di porta si deve giocare con le normali regole del calcio mentre, quando la palla entra nella zona basket, si gioca appunto con le regole della pallacanestro: ogni gol un punto, ogni canestro tre punti.
Questo continuo entrare ed uscire in zone di gioco diverse permette soprattutto un rapido sviluppo delle capacità tattico-cognitive ma tutto in forma ludica e quasi inconsapevole; inoltre l’esercizio richiede tutti i gesti tipici del ruolo quali rilanci, parate, uscite, tuffi, deviazioni, ecc. …
I portieri giocando in ruoli diversi ed alternandosi in difesa della porta, sviluppano anche la propria personalità e il proprio coraggio, visto che il contatto fisico comincia a diventare più continuo, sia sui palloni che viaggiano alti nella zona basket, sia su quelli a terra in caso di uno contro uno nella zona calcio.
Come terzo esempio di esercitazione abbiamo scelto un percorso a giro con tiro finale (vedi disegno c) in cui i ragazzi esprimono tutte le loro potenzialità sia atletiche che tecnico-coordinative e nello stesso tempo danno modo all’istruttore, che sta quasi al di fuori dell’esercizio, di valutare ed intervenire meglio all’occorrenza.
In questo gioco un gruppo omogeneo di almeno tre portieri effettua una capovolta su un materassino col pallone in mano, poi salta degli ostacoli e quindi, dopo aver superato in dribbling delle sagome, calcia in porta ad un altro portiere che subito dopo raggiunge l’inizio del percorso, mentre chi aveva calciato si prepara ad andare in porta a parare e così via: vince chi fa più gol. Sono innumerevoli le varianti che un bravo istruttore può applicare al percorso rendendolo sempre nuovo e stimolante.
Questi illustrati sono solo tre esempi di come secondo noi si dovrebbe interpretare l’allenamento specifico del giovanissimo portiere di calcio, ma un bravo istruttore, dotato di passione e fantasia, può trasformare ed inventare talmente tante altre soluzioni esercitative da non avere il tempo di annoiare mai i suoi allievi.
E comunque per raggiungere nel modo migliore l’obbiettivo di un “coinvolgimento motivazionale positivo” consigliamo, dopo avergli fatto interpretare il ruolo con esercitazioni tipo quelle appena descritte, di inserire i nostri portieri in partite classiche (o a tema) insieme ai compagni della propria squadra; in questo modo essi potranno ritrovare e sperimentare in contesti sempre nuovi quei gesti che hanno cominciato ad apprendere o perfezionare poco prima con l’allenatore specifico.

*Allenatore Di Base Responsabile Area Portieri Centro Calcio Federale

Associazione Italiana Allenatori Calcio
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