AEFCA | Alliance Of European Football Coaches Associations


n° 02 - anno 2010
Indice generale




preparazione psico-fisica 

Il Problem Solving
di Roberto Sassi e Simonetta Venturi

Il presente lavoro nasce da un’osservazione: la difficoltà, da parte dei giocatori, nell’applicare, durante il match, gli elementi tecnici e tattici sperimentati ed eseguiti, anche correttamente, nelle sedute di allenamento.
Quanto detto rappresenta un denominatore comune a tutti i club e settori giovanili, dai Piccoli Amici alla Primavera, a prescindere dagli spazi, dai luoghi, dai tempi e dai mezzi di applicazione. Si propone una riflessione relativa alla correzione e alldell’esecuzione del gesto erroneo o inadeguato da parte dell’atleta, facente parte di un sistema; a seguire, una proposta pratica di applicazione di un modello metodologico. A margine, inoltre, alcune sottolineature relative all’osservazione della genesi degli errori stessi.
L’approccio è in molte parti analitico per chiarezza espositiva e ordine mentale del lettore, ma risulta imprescindibile il fatto che un errore, quando si genera, non è mai dovuto alla componente tecnica, tattica, coordinativa, condizionale o psicologica intese come compartimenti stagni. L’errore non è problema esclusivo del singolo calciatore, ma deve essere letto nell’ambito del sistema-squadra.
Dando per scontato che gli allenatori, durante la settimana, mettano in pratica esercizi tecnici e tattici utili e relativi alla propria idea di gioco, accade comunque che i giocatori continuino a commettere degli errori. Tali errori permangono, nonostante una nuova, ulteriore spiegazione da parte del tecnico, o continue, generiche ripetute dell’esercizio Tali errori possono diventare appunto “decisivi” se si ripropongono durante l’incontro.
Frequentemente accade.


Classifica delle situazioni problematiche nel calcio

Tutte quelle che si verificano:
1 - nella fase di possesso palla
2 - nella fase di non-possesso palla
3 - nella fase strettamente denominata “di attacco
4 - nella fase strettamente denominata “di difesa
5 - nelle fasi sensibili della partita
6 - in superiorità numerica
7 - in inferiorità numerica
8 - nelle ripartenze
9 - nelle transizioni
10 - nelle situazioni di palla inattiva.

Il processo di apprendimento nel calciatore
La spiegazione, da parte dell’allenatore, di un nuovo esercizio, di un ulteriore elemento tecnico, di tattica individuale o di squadra viene, nel corso delle sedute di allenamento, elaborata e riconosciuta dal giocatore, il quale arriverà a selezionare una risposta e a metterla in pratica.
La risposta metterà in azione una catena cinetica muscolare, la quale provocherà un movimento e un relativo cambiamento nel setting calcistico.
Il feedback di ritorno verrà confrontato con la rappresentazione mentale che il giocatore possiede.
Se tale rappresentazione mentale sarà diversa da quella che deriva dal feedback, arriverà puntuale l’errore, sarà quindi necessario modificare qualcosa.

Cosa è possibile fare, dunque, per commettere il minor numero di errori?
La suddivisione analitica è utilizzata per un ordine mentale del lettore, per dare un ordine sistematico: non dimentichiamo mai che il giocatore rappresenta un unicum e quindi se scatterà l’errore non sarà mai esclusivamente per una sola delle sottoindicate componenti, ma coinvolgerà contemporaneamente fattori tecnici, tattici, fisici e psicologici: ogni azione, per quanto fisica, avrà alla sua origine un’idea.
Alla base delle situazioni problematiche sopra elencate potrebbero esistere errori già nei fondamentali tecnici, elementi propri del vissuto calcistico del giocatore e, ancora, potrebbero sussistere lacune e carenze nelle capacità coordinative e condizionali.
Per questo anche gli allenatori di base dovranno conoscere bene tali situazioni erronee, nell’ottica di prevenirle.
Una volta quindi che la problematica si palesa, come si può tornare indietro e modificare quel “qualcosa” che potrebbe pregiudicare tutto un incontro?
Le vie potrebbero essere infinite, molte delle quali già consuete e percorse.
Tra le infinite, l’applicazione del processo denominato problem solving potrebbe essere, come vedremo nel prosieguo, un percorso utile e risolutivo per passare dalla situazione data alla situazione desiderata.

Fasi del Problem Solving
1. Formulare il problema; 2. Diagnosticare il problema; 3. Generare soluzioni; 4. Effettuare delle scelte; 5. Agire

1. Formulare il problema1. Formulare il problema nel calcio
Esempio n. 1: la squadra perde frequentemente il possesso palla
• Sviscerare il problema attraverso le domande
giuste – key questions
• Perché perdiamo il possesso?
• Quando abbiamo perso il possesso?
• Come abbiamo perso il possesso?
• Quale giocatore perde il possesso?
• Quale reparto perde il possesso?
• In quale fase di gioco più frequentemente perdiamo
il possesso?...


2. Diagnosticare2. Diagnosticare nel calcio
Esempio n. 1: la squadra perde il possesso palla
perché…
• Ordinare il caos• Individuare dove si rompe la catena della concentrazione
• Errore dovuto al portatore di palla o ai potenziali
ricevitori?
• Strutturare il problema• Lacune coordinative equilibrio, reazione, spazio/
tempo, combinazione, differenziazione
• Individuare le cause• Inadeguata coppia percezione-azione
• Osservare il problema con una lente di ingrandimento• Non adeguata lettura di gioco e delle traiettorie
• Inadeguata percezione degli stimoli significativi
• Mettere insieme i dati simili
• Prendere informazioni
• Scarsa visione periferica
• Passaggio “difficoltoso”
• Timing inadeguato
• Osservare il problema da più punti di vista• Errori nello smarcamento: in ampiezza? in
profondità? rispetto alla valutazione spaziotempo?
• Inadeguata protezione/copertura della palla
• Errori tattici nella ricezione
• Inadeguato scaglionamento
• Sorpresa-improvvisazione
• Inadeguata mobilità della squadra
• Errori nel movimento (contro-movimento,
blocchi, tagli…)
• Inadeguato sostegno offensivo
• Sudditanza psicologica, ansia
• Scarsa attenzione
• Limitata intelligenza psicomotoria
• Difficoltà nella collaborazione
• Inadeguata fiducia nei propri mezzi
• Perdita dei riferimenti collettivi
• Difficoltà nella comunicazione
• Inadeguati tempi di recupero
• Non-condivisione del modulo di gioco, scarsa
motivazione
• Andare in profondità per rimuovere le cause• Match analisys non necessariamente con adeguati
mezzi tecnici, anche con telecamera
Macroview: porre il problema in un contesto
più ampio
• Redigere una mappa mentale

3. Generare soluzioni3. Generare soluzioni nel calcio
Iniziamo ad analizzare nel caso della situazione
del possesso-palla (I esempio casistica) ciascuna
delle ipotesi individuate iniziando da un qualsiasi
elemento : Passaggio ''difficoltoso'' (esempio): ''il portatore di palla non sa servire e non mette di conseguenza in grado i compagni di mantenere la palla''
• Analizzare il processo
• Precisare cosa ostacola la risoluzione del problema
• Analizzare i possibili errori:
• Passaggio non indirizzato
• Palla servita in zona chiusa
• Palla servita con una traiettoria irregolare
• Palla servita con forza inadeguata
• Palla non servita a terra
• Servire la palla nella direzione in cui si potrebbe
inserire un avversario
• Passare la palla ad un compagno che si trova in
zona di inferiorità numerica
• Passare la palla sulla corsa ad un compagno
fermo
• Passare la palla sui piedi del compagno che la
aspettava nello spazio
• Non cambiare gioco e passare la palla in una
zona “affollata”
• Colpire malamente la palla
• Non guadagnare campo con il passaggio
• Non utilizzare lo scarico
• Percussione inadeguata
• Passaggio di testa offensivo non potente
• Analizzare le risorse• Giocatori del team
• Operatore videocamera
• Due o tre giocatori che all’interno della squadra
fungano da facilitatori
• Preparatore atletico
• Professore esperto in coordinazione-tecnica di
base


4. Effettuare delle scelte4. Effettuare delle scelte nel calcio
Quanti modi per migliorare il possesso palla?
• Le scelte dovranno generare produzioni
• Le produzioni dovranno generare risultati
• Le scelte fatte dovranno neutralizzare il più
possibile le conseguenze negative dell’errore
• Stimolare in qualsiasi modo – videocamere, lavoro
a specchio… – la percezione dell’errore da
parte del giocatore in modo tale da sostenere,
mediante esercizi mirati, l’autocorrezione
• Le scelte dovranno essere:

• Praticabili

• Vantaggiose

• Innovative

• Risolutive

• Valutabili
• Calcolare i tempi che impiego nella spiegazione,
i tempi in cui la squadra lavora e quelli in
cui la squadra non lavora
• Redigere una mappa mentale per avere personalmente
chiare le idee e imparare così a comunicarle
con adeguata chiarezza, alla squadra
• Redigere una mappa mentale inerente le carenze
coordinative, tecniche, tattiche, psicologiche,
condizionali alla base dell’errore
• Organizzare la seduta dal punto di vista pratico
in modo di eliminare lo still-time (tempi
morti)
• Discutere il problema con lo staff tecnico
(brainstorming)
• Guardare il problema da varie prospettive,
compresa quella di chi effettua l’errore
• Studiare le metodologie usate da altri club
• Studiare metodologie innovative, lavori a pressione,
allenamento integrato, allenamento non
cronologico, team-training, PES 2010
• Usare schede di osservazione, filmati, videocamere,
software
• Selezionare e utilizzare anche risposte tradizionali
o standard di risoluzione dell’errore

5. Agire5. Agire nel calcio
Esercitazioni per il possesso palla e in particolare per la correzione del “passaggio difficoltoso” (esempio)
• Scegliere una propria metodologia tenendo presente
che non tutti hanno gli stessi tempi di comprensione,
di feedback, di correzione dell’errore
• Scegliere una propria metodologia pensando
alla reazione del proprio gruppo e di ciascuno
– lavoro individualizzato
• Scegliere una metodologia che non contraddica
il proprio modo di agire
1) Esercitazioni analitiche
1a) Passaggi a coppie in cui chi dovrà riceve è in
movimento e chi dovrà effettuare il passaggio
lo farà solo quando il compagno si fermerà, lo
guarderà e rivolgerà il corpo verso di lui…
2a) Otto giocatori si dispongono due a due sui lati
di un quadrato e, a coppie, con quattro palloni
effettuano passaggi con i compagni posti
di fronte sul lato opposto avendo l’accortezza
di non far impattare la propria palla con quella
degli altri
2) Esercitazioni in situazione senza avversario
2a) Triangolo dai e vai e sovrapposizione a tre
2b) Sovrapposizione a tre e cambio di gioco per
un quarto giocatore
• Metodo globale? metodo analitico? sperimentale?
drills? open skill? Situazioni-problema più
facili o più difficili rispetto alla situazione della
partita? gesto provato a secco? gesto provato in
situazione?
3) Esercitazioni in situazione con avversario
3a) 4vs4 con punto sul taglio: nella zona centrale del
campo si gioca 3vs3 rasoterra a due tocchi massimo;
l’altro giocatore è posizionato nello spazio
cieco; lo scopo è far arrivare la palla proprio all’attaccante
posizionato in questa zona finale, il
quale, per conquistare punto, dovrà ricevere il
passaggio dopo aver effettuato un contromovimento+
taglio
3b) Torello 6vs3 a tocco libero muovendosi nello spazio
cercando smarcamento, pressing e possesso
3c) 11vs11 a centrocampo: tutti i giocatori debbono
aver toccato una volta la palla prima di andare a
segnare
4) Partite a tema
4a) In uno spazio disseminato di ostacoli (porticine),
6vs6 a tre tocchi, si realizza rete in qualsiasi porta
servendo la palla a un compagno che si posiziona
dietro l’HS e deve stoppare la palla dopo la rete
4b) In uno spazio diviso in due parti (A e B), senza
porte, si affrontano tre squadre (1-2-3) di quattro
giocatori ciascuna: le squadre 1 e 2 sono posizionate
nel campo A, la 3 nel campo B; la squadra
2 che difende, quando recupera palla, la lancia
nel campo B dove è posizionata la squadra 3;
allora la squadra 1 si sposta nel campo B per recuperare
la palla che poi a sua volta rilancerà nel
campo A…
4c) 7vs7: si gioca a metà campo con un portiere; entrambe
le squadre hanno l’obiettivo di fare gol,
ma la rete della squadra A sarà valida solo se la
conclusione avverrà in un tempo limitato (1’),
mentre la rete della squadra B sarà valida se questa
avrà precedentemente effettuato un numero
stabilito di passaggi.

Seguirà, nella seconda parte di questo contributo, una riflessione su alcuni dei possibili motivi che potrebbero indurre il giocatore all’errore.
La lettura di queste righe potrebbe essere utile a chi, dotato di spirito di osservazione, avendo le mani in pasta, potrebbe essere capace di aprire scenari inaspettati dal punto di vista della metodologia e della didattica dell’allenamento.
D’altra parte si sa… i sentieri conosciuti risultano essere i più battuti, ma non sperate di trovare molta selvaggina! Buon lavoro!

* S. Venturi, Insegnante
* R. Sassi, Preparatore Atletico Dynamo Mosca


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