Shatila, fino al 1949, era semplicemente un quartiere di Beirut. Da allora, dopo la prima guerra arabo-israeliana, accoglie un mega campo profughi palestinese, divenuto stanziale, con 25 mila abitanti stretti in un chilometro quadrato e privi di servizi elementari. Shatila è tristemente noto, dal settembre 1982, insieme a un altro insediamento simile, quello di Sabra, per la strage di alcune migliaia di civili inermi, ad opera di falangisti libanesi, coperti dall’esercito israeliano. E’ da questo luogo piagato da una storia terribile che sono arrivati in Italia, per la prima volta accompagnati dai loro allenatori, 11 bambini palestinesi, tra gli 8 e i 13 anni, della società di calcio “Palestine Youth Club”, attiva a Shatila.
Un viaggio, iniziato il 25 giugno scorso, che si concluderà il 10 luglio, frutto di uno scambio culturale e sportivo, organizzato dalla Ong italiana Un Ponte Per (UPP) e dalla cooperativa sportiva di Firenze Centro Storico Lebowski, che ha toccato anche le città di Bologna e Roma, coinvolgendo alcune realtà di sport. Il progetto “Dritti contro il cielo, da Shatila all’Italia” ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Firenze e Bologna, dell’VIII Municipio di Roma, della Regione Toscana, oltre al prezioso supporto dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio.
Uno dei momenti più emozionanti è stato la presenza di questa speciale delegazione, al Centro Tecnico Federale di Coverciano, il 5 luglio scorso, accolta dal presidente dell’Aiac, Renzo Ulivieri. Una partitella sul campo 5 con squadre miste Palestine Youth Club-Centro Storico Lebowski (per decisione dei ragazzi stessi), la visita al Museo del Calcio e pranzo nel ristorante interno.
Il viaggio del “Palestine Youth Club” in Italia (sul quale il regista Niccolò Falsetti sta realizzando un documentario) si inserisce in un lunghissimo percorso di solidarietà e collaborazioni sportive che UPP ha costruito nel campo di Shatila, dove è operativa da oltre 20 anni nel sostegno alla popolazione rifugiata palestinese, e dove sostiene attivamente il centro sportivo in cui si allena la squadra. Nel 2023 inoltre UPP ha accompagnato lì una delegazione di allenatori e allenatrici del Centro Storico Lebowski. Durante quella settimana, la squadra ha svolto allenamenti di calcio con il “Palestine Youth Club”, coinvolgendo ragazze e ragazzi in un'esperienza sportiva e di condivisione.
“E’ un’esperienza che conosco bene – spiega Ulivieri - Il nostro progetto, Sport in Shatila, realizzato da Aiac, iniziato nel 2013, è proseguito per molte stagioni, interrotto solo dalla pandemia. Per alcuni anni sono andato personalmente a Beirut, a tenere corsi di formazione per allenatrici e allenatori palestinesi. Accogliere adesso questi bambini qui a Coverciano è stato un po’ come chiudere un cerchio, alimentando una speranza di pace e giustizia, che non riguarda solo un popolo, e i suoi figli più giovani, ma tutta l’umanità che si dichiara tale». Accanto a Ulivieri, ad ascoltarlo, Majdi Majzoub, coordinatore dello Sport Center e allenatore del Palestinian Youth Club. "Nel campo di Shatila è quasi impossibile fare sport, è tutto più difficile: manca spesso l'elettricità, l'acqua è salata, c'è umidità ovunque, il sole non arriva tra le case. Usiamo il calcio anche per lottare, per mandare un messaggio: noi, i nostri bambini, le nostre bambine, abbiamo gli stessi diritti degli altri popoli".


