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L’addio a Campana. Ulivieri: Ha cambiato il calcio

«Davanti a certi grandi uomini che si spengono, bisognerebbe fare idealmente come in passato: ci si toglie il cappello. E Sergio Campana è stato senza dubbio una importante figura per il calcio italiano, tanto da meritare il rispetto di tutti, e in particolare di calciatori e allenatori». Così Renzo Ulivieri, presidente dell’Aiac, commenta la scomparsa di Sergio Campana, avvenuta oggi nella sua Bassano del Grappa, alla soglia dei suoi 91 anni. Ulivieri continua: «La sua azione sindacale, durata 43 anni, dopo la scelta di fondare l’Aic, nel 1968, seguendo le orme di un altro avvocato, Ernesto Corigliano, padre dell’Assoallenatori, due anni prima; le battaglie comuni, con Azeglio Vicini alla guida dell’Aiac, che li hanno visti entrare insieme per la prima volta in Consiglio Federale in rappresentanza delle componenti tecniche, un quarto di secolo fa; la sua pacatezza e signorilità che lo hanno sempre contraddistinto. Questo è stato l’amico Sergio. Si può dire senza dubbio che c’è stato un calcio prima e dopo Campana. A Umberto Calcagno, suo erede e a tutta l’Aic, così come ai familiari vanno le mie più sentite condoglianze, alle quali si aggiungono quelle dei vice presidenti Camolese, Vossi e Perondi, del Segretario Generale, Perdomi, dell’ex SG e attuale presidente del ST, Ragonesi e di tutta l’Aiac».  


Foto da: www.figc.it


19.7.2025


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