AIAC celebra Roberto De Zerbi, protagonista di una salvezza costruita con coraggio, idee e personalità, fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata. Dopo mesi difficili, in un contesto complesso e carico di pressione, il tecnico bresciano ha guidato il Tottenham alla permanenza in Premier League, conquistando 11 punti nelle ultime 7 partite e firmando un’impresa che racconta molto della forza dell’allenatore italiano all’estero.
Assoallenatori aveva seguito da vicino il percorso internazionale di De Zerbi già nella rubrica ITALIAN PASS – La Scuola Italiana all’Estero, quando il tecnico era ancora alla guida dell’Olympique Marsiglia. Un cammino osservato non solo per i risultati, ma per il valore culturale e metodologico che De Zerbi rappresenta: un’idea di calcio riconoscibile, una mentalità forte, una capacità rara di attraversare la difficoltà senza rinunciare alla propria identità.
Oggi, dopo la salvezza raggiunta con gli Spurs, AIAC è orgogliosa di definirlo “The Italian Saviour”: l’allenatore italiano che ci ha creduto fino in fondo, anche quando la retrocessione sembrava l’epilogo più probabile. Una conferma concreta di come tecnica, mentalità, lavoro quotidiano e pervicacia possano fare la differenza anche nei campionati più duri del mondo.
Le parole di De Zerbi dopo il traguardo raccontano il senso profondo dell’impresa: «Ho allenato grandi uomini, nel calcio se lavori bene poi ti viene restituito tutto». E ancora: «Abbiamo lavorato bene ma sono fortunato perché ho allenato grandi giocatori e uomini. Non hanno combattuto, hanno giocato a calcio, con tanta pressione addosso, con grande personalità e molto valore: è stata la migliore partita della mia gestione».
Non solo salvezza, dunque, ma riaffermazione di un metodo. De Zerbi ha trasformato la pressione in energia, la difficoltà in responsabilità, il rischio in occasione. Lo ha detto con parole che appartengono pienamente alla cultura dell’allenatore: «Ho sofferto molto, ma la mia vita è bella perché nel calcio c’è pressione: se non ci fosse non sarebbe così bello».
Il tecnico bresciano, arrivato in un momento particolarmente delicato, aveva assunto la sfida con convinzione assoluta: «Sono certo che ce la faremo a salvarci, altrimenti non avrei firmato per cinque anni». Il campo gli ha dato ragione. La vittoria contro l’Everton, decisa dal gol di Palhinha, ha chiuso una rincorsa fatta di sofferenza, lucidità e fede nel lavoro.
Al termine della gara, De Zerbi ha rivendicato il valore umano e tecnico del gruppo: «Nel calcio, se dai il meglio, ricevi indietro tutto: abbiamo fatto 11 punti in 7 partite, ho visto grande spirito e attitudine ma anche qualità nel primo tempo con l’Everton, sono orgoglioso». Una frase che sintetizza perfettamente la dimensione dell’allenatore italiano all’estero: leggere il contesto, incidere sulle persone, costruire identità, non smettere mai di pretendere qualità.
Il suo sguardo, però, è già rivolto al futuro: «Ora iniziamo la costruzione della nuova squadra: non voglio cambiare troppo, abbiamo almeno una dozzina di giocatori e uomini da cui ripartire e ora vanno inseriti giocatori di primo livello». Con la consapevolezza della durezza della Premier League, ma anche con la chiarezza di chi sa cosa vuole: «Il mio obiettivo è iniziare la pre stagione con la squadra che sogno e ho in testa».
Particolarmente significativa anche la riflessione sul gruppo e sulla gestione degli uomini, dal rilancio di Kinsky al ruolo di Vicario: «Il calcio è una famiglia», ha ricordato De Zerbi, sottolineando il valore delle relazioni, della fiducia e delle scelte difficili che ogni allenatore è chiamato ad assumere.
Per De Zerbi, questa salvezza assume un significato speciale: «Questo è il miglior risultato da allenatore, meglio anche dell’Europa raggiunta con il Brighton. È il miglior giorno della mia carriera, ora va affrontato ogni allenamento come se fosse questo Tottenham-Everton».
AIAC riconosce in questa impresa un nuovo capitolo della Scuola Italiana all’Estero: una scuola fatta di competenza, coraggio, identità e capacità di incidere nei contesti internazionali. Roberto De Zerbi ha dimostrato, ancora una volta, che l’allenatore italiano non esporta soltanto tattica, ma cultura del lavoro, gestione della pressione, visione e responsabilità.
Da ITALIAN PASS a The Italian Saviour, il percorso di De Zerbi conferma il valore della nostra tradizione tecnica nel mondo.
Complimenti Roberto.
La casa dei tecnici è orgogliosa di te.
26.05.2026

