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n° 05 - anno 2000
Indice generale






Attualità 

Marco Tardelli: carattere ed idee chiare
di Franco Morabito

Un percorso insolito, il suo. Non da una grande squadra alla Nazionale, come è toccato agli altri prima di lui. Ma in senso inverso, dalle panchine azzurre a quella dell'Internazionale. Un salto in alto che ha il sapore della sfida, della sua voglia forte di provare sempre nuove emozioni. Anche in questa occasione, però, Marco Tardelli dimostra di avere carattere e le idee chiare: "Sono pienamente consapevole di aver fatto una scelta difficile, impegnativa. Ma è naturale che si debba guardare avanti e puntare sempre più in alto, senza porsi troppi interrogativi e senza timore di intraprendere nuove avventure. Se uno che fa questo mestiere ha paura è meglio che non cominci neppure".
L'ex campione mondiale dell'82 porta con sé un ricco bagaglio di esperienze: sia come giocatore che come allenatore. "In tutti questi anni ho avuto modo di conoscere molte persone, soprattutto tecnici, che mi hanno formato insegnandomi un sacco di cose. Questa esperienza ora mi sarà molto utile, mi servirà sicuramente anche ad affrontare i momenti difficili, se e quando dovranno arrivare. Resta il fatto che quest'impegno, oltre ad essere molto stimolante, ha anche il fascino di tutte le cose nuove, non avrei potuto rinunciare".
Non è la prima volta, comunque, che Tardelli siede sulla panchina di un club: prima il Como, poi il Cesena. "Ma l'Inter è tutta un'altra cosa, finora al massimo avevo allenato solo fino alla serie B. Ora, invece, mi è capitata la grande occasione: una grande squadra, in una grande città, con grandi ambizioni. Ci sarà molto da lavorare, ma non mi tirerò certo indietro, tutto questo mi piace da morire".
Con l'Under 21 campione d'Europa è riuscito a formare un solido gruppo lavorando con i giovani, chissà che a Milano non voglia ritentare: "Ci proverò, lavorare con i giovani è bellissimo, ti regala delle sensazioni straordinarie. E in molti casi anche grandi soddisfazioni. Certo, non è proprio la stesso, una cosa è la Nazionale, altra cosa è una squadra di club. Ma anche in questa mia nuova esperienza cercherò di portare lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di faticare divertendoci, col sorriso sulla faccia".
Una scelta allettante, logica per un tecnico capace come lui. Ma pur sempre una sfida. "Le sfide mi sono sempre piaciute. Sempreché, ovviamente, non siano impossibili. Carattere e temperamento, poi, non mi sono mai mancati". Da giocatore ha vinto tutto, da tecnico ha conquistato un titolo europeo. La voglia è quella di continuare. "Mi porto dietro ricordi bellissimi, indimenticabili. Ho vissuto momenti che mi piacerebbe sicuramente ripetere. E giuro che farò di tutto per riuscirci". Tra l'altro, nell'Inter Tardelli ritrova l'amico Lele Oriali, suo compagno di squadra ai Mondiali dell'82: "Sono contento, abbiamo condiviso in maglia azzurra esperienze esaltanti, quasi vent'anni dopo speriamo di poter fare altrettanto con quella nerazzurra".

La scheda

Marco Tardelli è nato a Capanne di Careggine (Lucca) il 24 settembre 1954. Da giocatore, utilizzato inizialmente come terzino destro, ha debuttato nei campionati professionistici a diciotto anni, in serie C con il Pisa, dove si mise subito in luce. La sua consacrazione come uno dei migliori giovani in assoluto del calcio italiano avvenne appena due stagioni dopo, nelle file del Como in serie B. L'Inter di Fraizzoli gli mise gli occhi addosso e stava per prenderlo ma fu bruciata sullo sprint dalla Juventus di Boniperti, dove Tardelli rimase per dieci anni: dal 1975 all'85. In quel lungo periodo conobbe solo due allenatori: Carlo Parola nella prima stagione bianconera, e Giovanni Trapattoni in tutte le altre. E fu proprio quest'ultimo, ora approdato alla guida della Nazionale, a spostarlo dalla difesa al centrocampo, in un ruolo nel quale Tardelli ha dato il meglio di sé vincendo cinque scudetti, Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa Uefa, una Supercoppa europea e due Coppe Italia. Chiuso il decennio alla Juve, Tardelli passò all'Inter, dove rimase per due stagioni prima di concludere (nell'87-88) la carriera in svizzera. Prestigioso anche il suo palmarès in azzurro. Con la Nazionale, infatti, vanta 81 presenze e sei gol. Ha partecipato inoltre a due Mondiali conquistando un quarto posto nel 1978 ed un titolo iridato nell'82.
Da allenatore Tardelli ha iniziato la carriera nel 1988 alla guida degli azzurrini Under 16 per passare due anni dopo all'Under 21 come vice di Cesare Maldini. Nella stagione '93-94 si trasferì sulla panchina del Como, in C1, dove conquistò subito la promozione in serie B. Dopo un altro anno a Como (retrocessione), nel '95-96 approdò al Cesena, in serie B, per tornare nel '97 in azzurro, come vice di Cesare Maldini nella Nazionale maggiore. Infine, nel 1998, la sua promozione ad allenatore titolare della Under 21 con la quale il 4 giugno di quest'anno ha conquistato il titolo europeo.

* Franco Morabito: Giornalista professionista collaboratore Corriere dello Sport- Stadio

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